Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) il 12 marzo ha pubblicato il comunicato stampa n. 13 con cui conferma l’imminente emanazione di un provvedimento legislativo che sopprimerà la clausola «Made in UE» dell’iperammortamento 2026-2028. La norma, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1 commi 427-436), aveva generato forti perplessità tra le imprese e le associazioni di categoria, rallentando di fatto il ricorso allo strumento fin dal suo avvio, fissato al 1° gennaio 2026.
Cos’è il nuovo iperammortamento?
Introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 in sostituzione dei precedenti crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0, l’iperammortamento consente alle imprese di maggiorare il costo di acquisizione dei beni strumentali ai fini del calcolo delle quote di ammortamento deducibili. A differenza dei precedenti incentivi, agisce sulla riduzione dell’imponibile fiscale lungo il periodo di ammortamento del bene, per gli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Aliquote di maggiorazione per fascia di investimento:
| Fascia di investimento | Maggiorazione |
| Fino a 2,5 milioni di euro | 180% |
| Da 2,5 a 10 milioni di euro | 100% |
| Da 10 a 20 milioni di euro | 50% |
Il nodo della clausola Made in UE
La Legge di Bilancio 2026, nel testo definitivo, aveva introdotto un requisito di origine geografica: i beni strumentali dovevano essere prodotti in Europa o in Paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo (SEE). Una condizione assente nelle bozze preliminari e inserita all’ultimo momento, che ha immediatamente sollevato un ampio fronte critico.
Il principale problema segnalato dalle imprese e dalle associazioni di categoria del Comparto fotovoltaico era riferito al fatto che la norma escludeva 25 dei 26 produttori di moduli iscritti al registro ENEA come Made in EU, creando un monopolio di fatto per un unico operatore a controllo statale.
Il comunicato del MEF del 12 marzo
Con il comunicato stampa n. 13 del 12 marzo 2026, il MEF conferma che un provvedimento di prossima emanazione disporrà la «soppressione della disposizione che limita il beneficio ai soli acquisti di beni prodotti in Europa o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo».
L’annuncio formale era atteso a valle del Consiglio dei Ministri del 10 marzo, dove era prevista anche l’approvazione del decreto fiscale. Il rinvio è stato verosimilmente determinato: dallo scoppio del conflitto USA-Iran che ha riportato il prezzo del greggio oltre i 100 dollari al barile, richiedendo interventi governativi prioritari sul fronte energetico e rendendo necessaria una revisione delle coperture finanziarie disponibili.
Il comunicato assume la funzione di un atto di indirizzo politico anticipatorio: privo di valore normativo immediato, ma sufficiente a orientare le decisioni delle imprese in attesa del decreto formale.
Cosa cambia con la soppressione del vincolo Made in UE
Ferme restando tutte le altre condizioni della L. 199/2025, le imprese potranno accedere all’iperammortamento anche acquistando beni strumentali prodotti fuori dall’Unione Europea e dallo Spazio Economico Europeo. Restano confermati: la maggiorazione fino al 180% del costo, la finestra 2026-2028, la procedura tramite piattaforma GSE e la tipologia di beni ammissibili (Allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026).
Beni agevolabili e procedura GSE
Le imprese potranno accedere all’iperammortamento per acquistare sia beni strumentali nuovi (Allegati IV e V, L. 199/2025), interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione, sia impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo dimensionati per l’autoconsumo diretto dell’energia.
L’accesso avviene tramite tre comunicazioni telematiche alla piattaforma GSE:
- comunicazione preventiva;
- comunicazione di conferma entro 60 giorni dall’esito GSE, allegando la prova del pagamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo del bene;
- comunicazione di completamento entro il 15 novembre 2028.
I termini operativi della piattaforma saranno definiti dal decreto attuativo MIMIT-MEF, ancora in attesa di pubblicazione.
18 marzo 2026








