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Risparmiare sulle bollette, tutelare l’ambiente e contribuire a ridurre la dipendenza dal gas metano anche con l’utilizzo intelligente dei condizionatori.

La crisi energetica, iniziata negli ultimi mesi del 2021 e aggravata dalla guerra in corso in Ucraina, morde sempre di più. Il rischio è che, soprattutto in un’estate che si annuncia particolarmente torrida, l’utilizzazione dei condizionatori possa portare a un vero salasso per le famiglie italiane. Eppure, è possibile utilizzarli in maniera intelligente, risparmiando anche il 50%.

L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) ha stilato una lista di consigli contro il caro bollette nel periodo estivo. Si calcola che, con un utilizzo ottimale dei condizionatori, è possibile risparmiare fino a 1,8 miliardi di metri cubi di gas, vale a dire circa il 2,5% del consumo totale dell’anno 2021.

Risparmia acquistando i condizionatori più efficienti

Il primo suggerimento riguarda la classe energetica. Acquistare un condizionatore di classe superiore alla A permette un risparmio notevole in bolletta, oltre a ridurre le emissioni di CO2.

“Se anche solo il 5% delle famiglie sostituisse il proprio condizionatore energivoro con un modello alla massima efficienza, si potrebbe ottenere un risparmio di 180 milioni di kWh elettrici, corrispondenti a 14 milioni di m3 di gas in un anno”, aggiunge Calabrese, responsabile del Laboratorio ENEA di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano.

Ricordiamo, inoltre, che esistono varie forme di incentivo introdotte per incoraggiare la sostituzione dei vecchi impianti e installare modelli ad alta efficienza energetica. Tra questi vi sono le detrazioni fiscali del 50% (bonus casa) e, a determinate condizioni, del 65% (eco-bonus). Lo stesso vale per l’installazione delle pompe di calore, se destinate a sostituire il vecchio impianto.

Importante è anche la tecnologia inverter: la velocità di rotazione del compressore è regolata costantemente e, oltre ad avere prestazioni ottimali, adegua la potenza refrigerante a seconda dell’effettiva necessità. Si tratta di modelli che costano un po’ di più, ma il consumo energetico è nettamente inferiore.

Utilizza il condizionatore in modo ottimale

Importante è imparare a utilizzare i condizionatori nella maniera più intelligente. Enea, mediante l’utilizzazione di un software di calcolo dinamico orario, ha mostrato come soltanto pochi gradi in più, da 26° a 28° gradi, permettono un risparmio in bolletta del 25%. Nella maggior parte dei casi, infatti, basta semplicemente che la temperatura interna sia inferiore di 3-4 gradi rispetto a quella esterna, e a volte può essere sufficiente anche soltanto la ‘deumidificazione’.

Fondamentale è anche il posizionamento. Il condizionatore va sempre installato nella parte più alta della parete, perché l’aria fredda tende a scendere, e non va mai posizionato dietro tende o divani, perché si crea un effetto barriera che fa lavorare di più la macchina.

Chiudere porte e finestre è ovviamente decisivo: quanta più aria calda entra nel locale climatizzato, tanto più il condizionatore consuma energia e la bolletta cresce.

Infine, la manutenzione: un apparecchio ben funzionante è un apparecchio che consuma di meno. Per risparmiare in bolletta, è dunque utile pulire ventole e filtri dell’aria e controllare e isolare termicamente i tubi del circuito del gas per evitare inutili dispersioni.

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In data 16 maggio 2022 Erreci e Repower hanno firmato un accordo di collaborazione che prevede l’ingresso di Repower nel capitale di Erreci e la definizione congiunta di un piano di sviluppo volto a rafforzare l’attività svolta dai due gruppi nell’ambito della transizione energetica, in particolare nell’installazione di impianti fotovoltaici e di altri interventi di efficientamento energetico.

Repower Italia fa parte di un gruppo fondato nel 1904 in Svizzera e opera sul mercato italiano dal 2002. Fornisce energia elettrica, gas, servizi di efficienza energetica e soluzioni per la mobilità elettrica alle piccole e medie imprese. Con un fatturato di gruppo che nel 2021 ha superato i 3 miliardi di euro, Repower Italia ha contribuito con un valore di affari che ha superato i 2 miliardi di euro.

“Siamo entusiasti di avere trovato il partner giusto che potrà affiancarci nel nostro percorso di sviluppo, permettendoci di rafforzare il nostro ruolo in questa fondamentale fase della transazione energetica. Questo accordo mette noi, i nostri clienti e tutto il nostro personale nella condizione di realizzare il nostro importante piano di sviluppo con il supporto di un gruppo energetico di grande forza ed affidabilità, la nostra ambizione è diventare insieme a Repower un riferimento per il fotovoltaico a livello nazionale” hanno commentato Alessandro e Roberto Rosanna e Andrea Dieci, Soci di Erreci.

“Questa operazione conferma il ruolo di Repower a fianco dei propri clienti nell’ambito della transizione energetica, allargando ulteriormente la propria presenza nelle rinnovabili in Italia” ha dichiarato Fabio Bocchiola, country manager Repower Italia. “Grazie all’esperienza di Erreci – prosegue Bocchiola – oggi siamo in grado di rivolgerci alla Piccola e Media Impresa, ampliando la nostra offerta agli impianti fotovoltaici e facendo confluire queste soluzioni in un portafoglio ampio e diversificato garantendo i nostri elevati standard di qualità”.

Si apre dunque un nuovo ed entusiasmante capitolo per il gruppo Erreci, che affronteremo con la dedizione e la professionalità che da sempre ci contraddistinguono.



Sono esattamente 27 i punti su cui il Governo Draghi è intervenuto con il nuovo Decreto Energia, che cerca di porre un freno ai pesantissimi rincari sul fronte energetico, causati prima dall’aumento del prezzo delle materie prime e poi colpiti da una pericolosa accelerazione come effetto della guerra in Ucraina.

Il testo del Decreto, approvato dal Governo il 18 marzo, conta su un totale di 4,4 miliardi di euro di risorse, che si aggiungono ai circa 16 miliardi già introdotti dal governo dalla scorsa estate contro il caro energia.

A differenza degli scorsi provvedimenti (vedi Decreto Energia pubblicato il 1° marzo), gran parte dei nuovi interventi non saranno finanziati dal bilancio pubblico, ma dalle aziende del comparto energetico.

DECRETO ENERGIA 2022, I PRINCIPALI INTERVENTI

ELETTRICITA’ E GAS

Le nuove misure governative estendono i crediti d’imposta anche alle imprese non energivore. Nel dettaglio, le imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW potranno godere di un credito d’imposta pari al 12% della spesa sostenuta per l’acquisto della componente energetica ed effettivamente utilizzata nel secondo trimestre del 2022.

Inoltre, con il decreto-legge, aumenta l’agevolazione fiscale:

  • Dal 20% al 25% per le industrie energivore
  • Dal 15% al 20% per le industrie gasivore

Ma la grande novità è la possibilità, per le imprese, di cedere il credito ad altri soggetti; compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

Poi la rateizzazione delle bollette: “Al fine di contenere gli effetti economici negativi derivanti dall’aumento dei prezzi delle forniture energetiche – si leggeva nel testo della bozza -, le imprese con sede in Italia, clienti finali di energia elettrica e di gas naturale, possono richiedere ai relativi fornitori con sede in Italia, la rateizzazione degli importi dovuti per i consumi energetici, relativi ai mesi di maggio e giugno 2022, per un numero massimo di rate mensili non superiore a 24”.

Inoltre, dal 1° aprile a 31 dicembre 2022 il valore Isee di accesso ai bonus sociali elettricità e gas viene innalzato da 8.265 a 12.000 euro.

CARBURANTI

Il Governo interviene sulle accise, riducendo di 25 centesimi il prezzo al litro di benzina e gasolio. La misura sarà temporanea, durando fino alla fine di aprile.

Inoltre, il Decreto Energia 2022 agisce sul cosiddetto Bonus carburante, una formula di benefit aziendale che l’impresa può assegnare gratuitamente ai dipendenti per fare rifornimento di carburante auto.

Alcuni interventi sono poi mirati al sostegno dell’autotrasporto nazionale. Tra questi: l’istituzione di un fondo da 500 milioni di euro con cui mitigare gli effetti del caro benzina, e il rifinanziamento degli incentivi “marebonus” e “ferrobonus”

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Il decreto include un programma di accelerazione sul fronte delle fonti rinnovabili, in particolare per il fotovoltaico: l’obiettivo è quello di facilitare al massimo l’espansione di tecnologie fotovoltaiche per autoconsumo per impianti fino a 200.000 kW.

Produrre la propria elettricità “in casa” grazie ad un impianto fotovoltaico, permette di abbattere i costi in bolletta limitando i prelievi dalla rete e producendo al tempo stesso energia elettrica pulita.

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Il governo ha emanato il tanto atteso Decreto energia 2022, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.50 del 1° marzo 2022 e immediatamente in vigore. Stanziati 8 miliardi, di cui 5,5 destinati a far fronte al caro-bollette e il resto andrà a sostegno delle filiere produttive.

L’obiettivo è quello di attenuare gli effetti della decisa impennata dei prezzi energetici: stando ai dati di ADICONSUMI i rincari raggiungono il 65% sulle bollette della luce e il 59% su quelle del gas.

Vediamo in dettaglio le misure previste dal Decreto energia 2022:

  • Annullate, anche per il secondo trimestre 2022, le aliquote relative agli oneri di sistema applicate alle utenze domestiche e non domestiche
  • Applicazione dell’aliquota Iva ridotta al 5% sulle bollette del gas
  • Maggiori agevolazioni, relative alle tariffe per l’energia elettrica, ai clienti domestici economicamente più svantaggiati
  • Riconosciuto, per le imprese energivore, un credito d’imposta pari al 20% delle spese sostenute per la componente energetica
  • Sostegno anche per le imprese gasivore: approvato bonus sotto forma di credito d’imposta, pari al 15% della spesa per l’acquisto di gas

Le semplificazioni per le fonti rinnovabili

Per promuovere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e l’autoconsumo per imprese, il decreto ha istituito il Fondo Rinnovabili PMI con una dotazione pari a 267 milioni di euro.

Inoltre, per favorire la produzione di energia in modo autonomo, il decreto prevede:

  • Maggiore semplificazione per l’installazione di pannelli sui tetti di edifici pubblici e privati e in aree agricole e industriali fino a 200 kW
  • Incremento della produzione nazionale di gas
  • Aumento e ottimizzazione dello stoccaggio di gas

Più efficienza energetica per le regioni del sud 

Previsto un contributo sotto forma di credito d’imposta, utilizzabile in compensazione fino al 31 dicembre 2023, per tutte le imprese che effettuano investimenti, volti a promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili, nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

A tal proposito, per promuovere l’autoproduzione da fonti rinnovabili è stato messo a disposizione un budget di 145 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2033.

Un passo importante verso una realtà più green per il nostro Paese.

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