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Le policies aziendali

Di seguito potete trovare le nostre policies aziendali, stilate nel pieno rispetto delle direttive.

La Privacy

Informazioni fornite ai sensi dell’Art.13 del Reg.UE 2016/679 (di seguito GDPR)

Si informano gli interessati (ex. Art.4, c.1 del GDPR) dei seguenti profili generali, validi per tutti gli ambiti del trattamento:

  • tutti i dati sono trattati in modo lecito, corretto e trasparente nei confronti dell’interessato, nel rispetto dei principi generali previsti dall’Art.5 del GDPR
  • Specifiche misure di sicurezza sono osservate per prevenire la perdita dei dati, usi illeciti, o non corretti ed accessi non autorizzati

Riferimenti e diritti degli interessati

  • il Titolare del Trattamento è la scrivente Società (ERRECI), in persona del legale rappresentante pro-tempore, al quale è possibile rivolgersi per esercitare tutti i diritti previsti dagli art.15-21 del GDPR (diritto di accesso, di rettifica, di cancellazione, di limitazione, di portabilità, di opposizione), nonché revocare un consenso precedentemente accordato; in caso di mancato riscontro alle loro richieste gli interessati possono proporre un reclamo all’Autorità di controllo per la protezione dei dati personali (GDPR - Art.13, comma2, lettera d).

Dati di contatto del Titolare
Indirizzo: Via Marcello Candia, 12 21052 Busto Arsizio (VA)
Tel: +39 0331 354554 – Email: info@erreci.info

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I contenuti pubblicati nelle presenti guide sono liberamente rielaborati e reperiti online su portali d’informazione come arera.it, servizioelettriconazionale.it, ed i principali organi d'informazione giornalistici.

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Anche se la bolletta della luce sembra scritta in modo complesso, basta capire alcune semplici definizioni per poterla comprendere. Infatti la struttura della bolletta è sempre la medesima, indipendentemente dal tuo fornitore, perché viene stabilito dall’ ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente).

La prima pagina della fattura 2.0 è dedicata a una breve descrizione delle informazioni di identificazione relative ai dati della fornitura di energia elettrica e al contratto stipulato. L’intestazione, di solito in alto a destra, non deve essere sottovalutata. Infatti, oltre al nome del fornitore e ai suoi contatti, troverai importanti dati relativi al tipo di mercato in cui ti trovi, che può essere il mercato libero o il mercato tutelato. Ad esempio se sei un cliente del Servizio elettrico Nazionale, significa che hai un contratto nel mercato tutelato.

Nel riepilogo dei dati nella tua fattura (generalmente a sinistra), sono indicate le caratteristiche tecniche della fornitura:

1. Numero utente o numero cliente: in alcuni casi è il numero visualizzato premendo il pulsante sul misuratore di luce elettronico. Alcune società di vendita lo definiscono numero utente, altri fornitori lo chiamano numero cliente, altri ancora codice cliente; ma in ogni caso è un numero di riferimento dell’utente specifico per ogni fornitore;

2. Codice POD: è il punto di estrazione dell’elettricità e identifica con precisione la posizione sul territorio in cui l’elettricità viene prelevata dall’utente; E’ possibile leggere sul proprio display il codice POD per intero, es. IT001E 123456789, questo accade ad esempio con i contatori installati a Milano (distributore Unareti). Altre volte invece sul display possiamo recuperare solo le ultime cifre del POD, ossia quelle che compaiono dopo la lettera E (es. 123456789) senza la sigla IT e senza i tre numeri che identificano il distributore.

3. Tipo di pagamento: tramite bollettino postale, addebito bancario diretto o attraverso bonifico su un conto corrente indicato dal fornitore;

4. Tipo di cliente: può essere “Domestico residente” o “Domestico non residente”;

5. Potenza impegnata e potenza disponibile: la potenza impegnata è il livello di potenza resa disponibile dal fornitore e tecnicamente è chiamata potenza contrattualmente impegnata, mentre la potenza disponibile si riferisce al livello massimo di potenza prelevabile e con il superamento della stessa il contatore scatterebbe in automatico. La potenza disponibile corrisponde alla potenza impegnata aumentata del 10%. Quindi per esempio se hai una potenza impegnata pari a 3kW hai una potenza disponibile di 3,3 kW.;

6. Tensione di alimentazione: che generalmente nelle utenze domestiche è monofase, mentre per le aziende che utilizzano determinati macchinari può essere trifase;

7. Totale da pagare con i dettagli della fattura.

La spesa complessiva nella bolletta della luce è composta da cinque principali spese, così ripartite:

Il costo dell’elettricità è dato inoltre dalla combinazione di spese diverse: alcune fisse, altre variabili che dipendono dal consumo di elettricità del cliente specifico. Per capire quanto ti costa l’elettricità al kWh, dovresti controllare gli elementi della bolletta dove viene indicato il costo unitario medio della bolletta e il costo unitario medio della spesa per la materia energia:

COSTO MEDIO UNITARIO DELLA BOLLETTA: consente al cliente di comprendere il costo medio della propria utenza elettrica. Non corrisponde al costo reale di kWh, poiché include quote fisse e variabili rispetto al consumo, nonché eventuali ricalcoli (adeguamenti);

COSTO MEDIO UNITARIO DELLA SPESA PER LA MATERIA ENERGIA: consente al cliente di valutare il costo medio relativo alle attività svolte dal fornitore. Anche in questo caso, il valore non corrisponde al costo effettivo per kWh, poiché è influenzato dalla presenza di importi fissi, espressi in euro/cliente/mese (o euro/POD/mese) e di eventuali ulteriori voci differenziate per scaglioni di consumo.

  • La quota fissa è sempre la stessa e rimane invariata: è imposta direttamente dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e rimane la medesima per tutti i fornitori.
  • La quota variabile è soggetta a un cambiamento nel tempo ed è stabilita direttamente dal fornitore di energia elettrica e viene applicata in €/kWh, pertanto varia in base al consumo del consumatore.

Parlando di quota variabile, ci riferiamo sempre alla spesa per l'energia, ovvero al costo della materia prima, che la società di vendita stabilisce. La situazione cambia se il fornitore che abbiamo scelto opera nel servizio di maggior tutela o è attivo nel libero mercato; infatti nel primo caso il costo della materia energia segue il prezzo imposto dall'Autorità e tale costo cambierà ogni tre mesi. Se d'altra parte, il fornitore è attivo nel libero mercato (e non deve seguire ciò che ha deciso l'ARERA, il prezzo dell'energia della materia prima varierà in base a quanto stabilito nelle condizioni generali del contratto di fornitura e nell’offerta economica. Le quote variabili includono anche l'IVA e le accise, in quanto calcolate in base al consumo del cliente.

Mentre per quanto riguarda la quota fissa, si fa riferimento agli oneri di sistema e ai costi di trasporto e gestione dei contatori; questi costi vengono decisi direttamente dall'Autorità e stabiliti annualmente.

I servizi di vendita rappresentano circa il 50% della bolletta tipica degli utenti domestici (potenza impegnata di 3 kW e consumo annuo di 2700 kWh). Questi servizi includono i costi delle attività svolte dal fornitore per acquistare e rivendere l'elettricità al cliente finale. Sono anche divisi in:

  • Quota fissa: costo di commercializzazione della componente vendita
  • Quota energia: proporzionale al consumo (€/kWh) di energia.

Nella tabella seguente riassumiamo i dettagli di ciascun elemento come da definizioni riportate dall'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). https://bolletta.arera.it/bolletta20/index.php/glossario

Prezzo dell'energia (PE) Corrisponde al costo previsto per l’acquisto dell’energia elettrica che viene poi rivenduta ai clienti finali. Comprende anche le perdite di rete, cioè il costo dell’energia che non arriva in modo utile al punto di consegna. Si applica all’energia consumata (euro/kWh)
Prezzo commercializzazione e vendita (PCV) Corrisponde ai costi fissi sostenuti per svolgere le attività di gestione commerciale dei clienti; è parametrata ad un livello corrispondente ai costi medi attribuibili alle imprese di vendita che operano nel mercato libero ed è compensata mediante la componente DispBT. Si applica in misura fissa (euro/anno).
Prezzo del dispacciamento (PD) Copre il costo del servizio che garantisce, in ogni momento della giornata, l’equilibrio tra l’energia complessivamente immessa nelle reti elettriche e l’energia complessivamente prelevata dai clienti finali.Si applica all’energia consumata (euro/kWh).
Prezzo di perequazione energia (PPE) Componente che serve a garantire che gli importi complessivamente pagati ogni trimestre dai clienti serviti in regime di tutela con le componenti Prezzo dell’energia (PE) e Dispacciamento (PD) equivalgono ai costi di acquisto e dispacciamento effettivamente sostenuti per fornire loro l’energia.Per questo motivo la componente PPE può avere segno positivo (a debito del cliente, quando i costi effettivi risultano superiori a quelli previsti) o segno negativo (a credito del cliente, quando i costi effettivi risultano inferiori a quelli previsti). Si applica all’energia consumata (euro/kWh).

Nelle voci di spesa della materia energia troviamo anche le perdite di rete, essendo legate al prezzo dell’energia. Le perdite di energia elettrica si verificano quando l'energia viene trasferita dall'impianto di produzione ai siti di approvvigionamento. L'ammontare di questa perdita è fissato dall'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e corrisponde al 10,4% in bassa tensione, mentre per la media tensione MT sono al 3,8%. Quando si stipula un contratto di fornitura di luce, nel libero mercato, il prezzo concordato non include le perdite di rete che vengono quindi generalmente fatturate a parte.

Comprende gli importi fatturati per le diverse attività che consentono ai venditori di consegnare ai clienti finali l’energia elettrica. I servizi di rete sono divisi in:

  • Quota fissa: indipendente dai consumi, si misura generalmente in €/cliente/mese;
  • Quota potenza: in proporzione alla potenza impegnata, misurata in €/kW/mese;
  • Quota variabile: espressa in €/kWh in relazione alla quantità di energia trasportata in base al consumo del cliente.

Sono dei costi stabiliti dall'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e sono uguali per ciascun fornitore. La spesa finale degli oneri di sistema è composta da una quota fissa ed una variabile e cambia rispettivamente in base al consumo di energia elettrica e gas di ciascun utente. La riforma della tariffa TD, che ha eliminato la progressività in bolletta (con il concetto del “più consumi e più paghi” che andava a discapito delle famiglie numerose), ha portato ad un aumento delle quote fisse degli oneri di sistema e delle tariffe per la gestione ed il trasporto del contatore causando un aumento in bolletta per le utenze domestiche non residenti.  

Gli oneri di sistema sono altresì pagati da tutti i clienti finali con l'eccezione di alcune voci per i fruitori del bonus elettrico e vanno a coprire le seguenti voci: 

  • ASOS: relativi al sostegno delle energie rinnovabili e alla cogenerazione
  • ARIM: i rimanenti oneri generali

Fino al 31.12.2017, gli oneri generali di sistema per l'energia elettrica erano suddivisi nelle seguenti categorie:

  1. A2 lo smantellamento delle centrali elettronucleari dismesse
  2. A3 gli incentivi alla produzione da fonti rinnovabili e assimilate
  3. A4 le tariffe speciali per le Ferrovie dello Stato
  4. A5 il finanziamento per ricerca e sviluppo
  5. As il finanziamento dei regimi tariffari speciali e degli oneri per il bonus elettrico
  6. Ae il finanziamento delle agevolazioni per le industrie manifatturiere ad alto consumo di energia
  7. UC4 le compensazioni per le imprese elettriche minori
  8. UC7 la promozione dell'efficienza energetica
  9. MCT le compensazioni territoriali agli enti locali con impianti nucleari

Come disposto successivamente dall’ARERA le voci sono state sostituite come da dettaglio riportato sul sito dell’Autorità al seguente link:  https://www.arera.it/it/elettricita/auc.htm.

L'importo totale delle spese di sistema incide molto di più nella bolletta elettrica rispetto agli oneri di sistema nella bolletta del gas per diversi fattori. I corrispettivi sono anche destinati a piccole società elettriche che operano in isole minori e società di distribuzione con meno di 5.000 clienti, per interventi volti a promuovere l'efficienza energetica negli usi finali; e per misure di compensazione territoriale a favore di siti che ospitano centrali nucleari e impianti correlati ad essi.

Come riportato dal sito dell’autorità ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), il totale delle imposte racchiudono le voci relative all’imposta di consumo (accisa), all’addizionale regionale e all'imposta sul valore aggiunto (IVA).

L'accisa si applica alla quantità di energia elettrica  consumata; l’aliquota aumenta inoltre se vengono superate determinate soglie di consumo annuo (scaglioni) come riportato di seguito per le forniture domestiche

Fornitura Accisa

(a) €/kWh

Forniture per abitazione di residenza anagrafica ("prima casa") Consumi fino a 150 kWh/mese (1) esente
Forniture per abitazione di residenza anagrafica ("prima casa") Consumi oltre 150 kWh/mese (2) 0,0227
Forniture per abitazione di residenza anagrafica ("prima casa"); con potenza impegnata oltre 3 kW 
Forniture per non residenti

Per le forniture “Altri usi” come ad esempio quelle per le aziende e partite IVA i valori sono differenti, li trovi qui.

Vi sono altresì delle eccezioni in cui non vengono applicate tali accise. In particolare per forniture relative ad abitazioni con residenza anagrafica ("prima casa") con potenza fino a 1,5 kW se si consuma fino a 150 kWh/mese. Con potenza impegnata tra 1,5 kW e 3 kW se si consuma fino a 220 kW/mese; ossia 2640 kWh/anno, anche in questo caso le imposte non vengono applicate sempre ai primi 150 kWh. In entrambi i casi se invece si consuma di più, i kWh esenti da imposte vengono gradualmente ridotti.

L’addizionale regionale si applica alla quantità di gas consumato ed è stabilita in modo autonomo da ciascuna regione nei limiti fissati dalla legge, come da ultimo aggiornamento  riportato dall’ARERA al seguente link: https://www.arera.it/it/dati/gp30.htm

Ad oggi per una fornitura di energia elettrica uso domestico l'IVA è applicata al 10% sul costo totale della bolletta; per i clienti con "usi diversi" l'IVA è pari al 22%. I clienti domestici fino a 3 kW di potenza e con consumi inferiori a 1.800 kWh annui godono inoltre di un'agevolazione sulle accise se l'abitazione è di residenza anagrafica.

la sezione “Altre partite” non è presente in tutte le bollette ma solo in quelle in cui sono addebitati o accreditati importi diversi dalle altre voci di spesa. Ad esempio potrebbero rientrare in tale voce: interessi di mora, restituzione/addebito del deposito cauzionale, ricalcoli, contributi di allacciamento ed altri possibili costi relativi ad interventi eseguiti. 

Se un misuratore di luce elettronico è abilitato alla telelettura, la lettura del consumo viene automaticamente trasmessa al distributore (gestore della rete), che a sua volta lo trasmette al fornitore. Se il tuo contatore non è elettronico ma meccanico, ti consigliamo di inviare periodicamente la lettura automatica al tuo fornitore: quest'ultimo potrebbe fatturare il consumo effettivo e non il consumo stimato sulla bolletta elettrica.

Il contatore elettronico, è ora esteso praticamente in tutte le case, ed è programmato per rilevare il consumo nella fascia oraria F1, F2 ed F3. 

Nella fattura 2.0 vengono indicati tre tipi di consumo:

  • Consumo annuale: è la somma del consumo fatturato nell’intero anno;
  • Consumo rilevato: è riferito alle letture trasmesse in automatico dal distributore locale competente o dalle letture stesse fornite dal cliente in caso di momentanea interruzione del servizio di telegestione;
  • Consumo fatturato: è riferito alla spesa del consumo riportato in fattura, in base alla tariffa applicata, che sia esso stimato o rilevato.

Il consumo stimato deriva appunto da stime presunte basate sul consumo storico del cliente. I consumi possono quindi essere sottostimati o sovrastimati e solo successivamente viene inviata una rettifica (o ricalcolo) non appena vengono acquisiti i dati di consumo effettivi.

L'elettricità ha un costo più elevato nelle seconde case perché le tariffe applicate a tali utenze sono superiori a quelle delle bollette per la prima casa. Nella tabella seguente è riportato un esempio della differenza tra la spesa annuale totale in una casa in cui l'utente è residente e la spesa annuale totale in una casa in cui l'utente non è residente, con uguale consumo e potenza.

Come puoi vedere, i costi negli utenti domestici non residenti incidono maggiormente in fattura se i consumi sono bassi. All’aumentare dei consumi stessi il divario tra una bolletta residente e una non residente diminuisce progressivamente in quanto il calcolo è applicato secondo la normativa che ha introdotto in Italia nel 2017 la tariffa TD di rete.

Consumo annuo Potenza contatore Utenza residente Utenza non residente Variazione %
2.700 3 kW 587 €/anno 770 €/anno +24%
3.500 4,5 kW 831 €/anno 971 €/anno +14%
6.000 6 kW 1384 €/anno 1524 €/anno +9%

Per i calcoli è stato preso come riferimento il prezzo del kWh monorario in maggior tutela nel I trimestre 2019 (gennaio-marzo)

Il 1 gennaio 2018 è entrata ufficialmente in vigore una nuova tariffa energetica, la tariffa TD, punto focale della riforma energetica. In realtà, sarebbe più corretto parlare di accorpamento di due precedenti tariffe, in sostituzione infatti delle tariffe D2 e D3 destinate agli utenti con i consumi più consistenti.

La riforma energetica si è resa indispensabile perché in Italia era in vigore uno standard di tariffazione obsoleto. Non portava benefici concreti ai consumatori e spesso finiva anche per danneggiarli. Una situazione quindi che andava affrontata per riportare equilibrio nel campo delle forniture energetiche.

Con la riforma è stato avviato un processo di cambiamenti graduale, che si è concretizzato con l'approvazione e l'introduzione della tariffa TD. Una rivoluzione progressiva che ha permesso agli utenti di adeguarsi alle novità, e alle istituzioni di recepire tutti i cambiamenti, senza disagi e inconvenienti.

Fino al 31 dicembre 2017 la tariffazione D2 e D3 era progressiva e differenziata tra utenze residenti e non residenti. Le due tariffazioni si distinguevano per il carico massimo di potenza supportato dal contatore installato. Con la tariffa D2 era massimo di 3 kWh, mentre con la D3 era possibile accedere anche a carichi di potenza maggiori. La tariffa D2 era la più conveniente ma poteva essere adottata esclusivamente dalle utenze residenti nell’immobile associato al contatore. Il criterio di progressività era valido per entrambe le tariffe.

Queste distinzioni, che hanno accompagnato gli italiani fino al 2017, non esistono più: la tariffa TD abolisce qualsiasi criterio di progressività e la differenza tra residenti e non residenti.  

La tariffa TD comporta un aumento dei costi in proporzione all'aumento dei consumi, così da non penalizzare le utenze il cui fabbisogno (e quindi il consumo) è più alto. Prendiamo, come esempio, le utenze residenti con consumo energetico inferiore ai 3 kWh, che fino al 31 dicembre 2017 avevano la tariffa D2. 

Con il passaggio alla tariffa TD rete, la spesa di questi ultimi subirà un aumento fisso di circa 65 euro/anno, per consumi fino ai 1.800 kWh. Se i consumi sono pari  a 2.700 kWh l’aumento si dimezza, fino ad annullarsi del tutto oltre ai 3.100 kWh. Le utenze che superano questa soglia, potranno invece arrivare a ottenere un risparmio in bolletta di circa 80 euro per consumi di 4.400 kWh.

Lo stesso concetto è valido anche per i non residenti. Se i consumi arrivano fino a 1.100 kWh non subiscono variazioni, ma se i consumi raggiungono i 3.400 kWh risparmiano circa 90 euro.

I consumatori possono continuare a scegliere quale tipo di contatore installare, scegliendo la potenza massima in base alle loro esigenze. Anche per quanto riguarda la scelta della potenza del contatore, con la riforma sono state introdotte delle novità per migliorare i consumi e la gestione del proprio portafoglio energetico. In particolare, per andare incontro alle utenze con consumi molto ridotti, l'aumento di potenza non sarà più a scaglioni da 1,5 kWh ma di 0,5 kWh. Se prima, quindi, gli utenti potevano scegliere di installare un contatore da 3 kWh o da 4,5 kWh, con l’entrata in vigore della riforma possono optare anche per contatori da 3,5 kWh o da 4 kWh. La procedura per l’aumento del carico massimo di potenza, inoltre, non solo è stata semplificata ma è stata resa più economica.

Il decreto di attuazione della tassa sul canone Rai applicato alla bolletta di energia elettrica è entrato in vigore il 5 giugno 2016 dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Il decreto del Ministero dello sviluppo economico disciplina l'addebito dell’imposta stabilendo termini e obblighi che le organizzazioni interessate (Agenzia delle entrate, Acquirente unico, società elettriche) devono rispettare!

La Legge di Stabilità 2016 ha modificato profondamente la legge del lontano 1938, apportando consistenti modifiche sia per le modalità di pagamento che di suggellamento dell'apparecchio televisivo.

Precedentemente, il Canone Rai si versava tramite il classico bollettino postale. Dal 2016 non è più così ed il pagamento dell'imposta sul possesso della tv viene addebitato nella bolletta elettrica delle utenze domestiche residenti.

Dunque, il possesso della televisione viene presunto laddove il contatore luce risulta essere intestato nella casa di residenza. Rimane altresì implicito che i clienti residenti ed intestatari di una fornitura di energia elettrica verranno in automatico considerati possessori di una TV nella propria abitazione e verrà quindi automaticamente addebitata la relativa imposta sul Canone Rai.

Nel 2016 il canone Rai ammontava a 100€, ovvero 13,50€ in meno rispetto all'anno precedente. Nel 2017 il costo è diminuito ulteriormente passando da 100€ a 90€. L'importo da pagare in bolletta era di 9€ al mese, ossia 18€ in caso di fatturazione bimestrale. Dal 2017 ad oggi la cifra da versare in un anno è rimasta la stessa.

Ricorda che per non pagare il Canone Rai non dovuto bisogna inviare l'autocertificazione di esonero o di non possesso all'Agenzia delle Entrate ogni anno. 

  • Non sei tenuto al pagamento dell'abbonamento Rai se NON hai un televisore. Ricorda che l'imposta, infatti, è legata al possesso di apparecchi per la trasmissione di radioaudizioni televisive. Sussistono però dei casi particolari in cui il pagamento del canone Rai NON è dovuto;
  • L'appartenenza alle categorie elencate di seguito esonera dal pagamento dell'abbonamento Rai:
  • 1. Gli over 75 con un reddito non superiore agli 8000€, nel 2018 la soglia è stata abbassata a 6.700€. Qui il modulo esenzione Canone Rai over 75;
  • 2. I militari delle Forze Armate italiane, limitatamente agli apparecchi siti in luoghi comuni per la visione collettiva (ospedali militari, Case del soldato e Sale convegno). 
  • 3. I militari appartenenti alla Forze Nato, di cittadinanza straniera;
  • 4. Gli agenti diplomatici e consiglieri di quei Paesi che reciprocamente esonerano dal canone o da obblighi analoghi i loro colleghi italiani all'estero. Qui il modulo esonero Canone Rai per diplomatici e militari;
  • 5. I proprietari di imbarcazioni da diporto con a bordo il televisore, ma non coinvolte in attività commerciali;
  • 6. I rivenditori e i riparatori Tv che esercitano regolare attività.
  • Il pagamento dell'imposta sulla TV ha valenza solo sulla prima casa e non dovrà essere versato per tutti gli immobili posseduti. L'addebito viene effettuato in automatico sull'utenza elettrica della casa in cui il contribuente ha la residenza anagrafica. Dunque, il consiglio è quello di provvedere a comunicare al fornitore di energia eventuali cambi di residenza non ancora segnalati.

Una volta versato, il canone varrà per tutte le abitazioni possedute e per tutti i membri della famiglia. Ricordiamo che in nessun caso la richiesta di esenzione deve essere inviata al tuo fornitore, che non si occupa della gestione degli addebiti che rimangono a carico dell’Agenzia delle Entrate con la quale bisogna definire la propria posizione. 

In caso di mancato pagamento non viene sospesa l’erogazione della luce, ma il fornitore dovrà segnalare il mancato pagamento all’Agenzia delle Entrate che si attiverà per le operazioni di recupero dell’importo, fino a giungere alla cartella del mancato pagamento del canone RAI; sono previste inoltre sanzioni che vanno dai 200 ai 600 euro. 

Quindi il mancato pagamento del canone RAI non comporta il distacco della fornitura di energia elettrica, perché le azioni di recupero, con relativi sanzioni e interessi, saranno effettuate direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Tieni presente che, in caso di pagamento parziale delle bollette, l’importo versato coprirà in primo luogo i costi della fornitura energetica, salvo diversa indicazione scritta nella causale di pagamento.

Per ulteriori informazioni i riferimenti sono il sito www.canone.rai.it, il numero verde della RAI 800.93.83.62 e il sito dell’Agenzia delle Entrate.



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ERRECI s.r.l. si impegna nel continuo lavoro di aggiornamento dei contenuti di queste pagine. Peraltro si ricorda ai lettori che il contenuto esiste unicamente a scopo informativo e non ha natura di comunicazione ufficiale. Qualora uno qualsiasi dei testi, informazioni, dati pubblicati e collegamenti ad altri siti Web risultino errati, incompleti o non aggiornati ERRECI s.r.l. non sarà responsabile per errori o omissioni di alcun tipo o per qualsiasi danno diretto, indiretto o accidentale che possa derivare dall'accesso o dall'uso di informazioni pubblicate sul sito Web oppure dall'accesso o dall'uso di qualsiasi materiale trovato in altri siti Web. Per verifiche ed approfondimenti si rimanda al sito web dell'Autorità di regolazione http://www.arera.it.

La bolletta del gas è sostanzialmente divisa in tre parti: sintesi, dettaglio e comunicazioni. Nella prima parte si trova un riepilogo di tutti i dati a partire dalle informazioni sul tuo contratto e sulla società di vendita, sulle letture e sui consumi. Inoltre qui puoi vedere se sei nel mercato libero o in quello tutelato. I dati più importanti sono:

  1. 1. Codice cliente: alcuni fornitori lo definiscono numero utenza, altri numero cliente, altri ancora codice cliente, ma in tutti i casi è un numero di riferimento dell’utenza specifico del fornitore stesso;
  2. 2. Punto di Riconsegna (PDR): acronimo di Punto di Riconsegna, corrisponde alla posizione fisica del tuo contatore del gas, punto nel quale il gas viene consegnato dal fornitore e prelevato dal cliente finale;
  3. 3. Punto di Consegna (PDC): il punto di connessione tra la rete di trasporto del gas e la rete di distribuzione;
  4. 4. Coefficiente P  (o Potere calorifico superiore):  la quantità di energia contenuta in un metro cubo di gas a condizioni standard di temperatura e pressione;
  5. 5. Coefficiente di conversione C: utilizzato per convertire il consumo di gas misurato dal contatore in metri cubi (mc) nell’unità di misura per la fatturazione, ovvero in standard metri cubi (Smc);
  6. 6. Tipologia contratto
  7. 7. Consumo annuo misurato in standard metri cubi (smc)
  8. 8. Totale da pagare

Nella prima pagina della bolletta solitamente trovi la sintesi degli importi fatturati ed il dettaglio fiscale. Qui viene mostrato il dettaglio delle spese che compongono il totale della bolletta gas. Tali spese si ripartiscono come segue:

  • Spesa per la materia gas naturale: comprende il costo del gas consumato, il suo acquisto e la commercializzazione da parte del fornitore;
  • Spesa per il trasporto e la gestione del contatore: per il trasporto, lo stoccaggio, la distribuzione del gas e la gestione del contatore;
  • Spesa per gli Oneri di Sistema: destinata alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema gas e viene pagata da tutti i clienti finali del servizio gas;
  • Imposte: comprende l’imposta di consumo (accisa), l’addizionale regionale e l’imposta sul valore aggiunto (IVA);
  • Altre partite: non è presente in tutte le bollette ma solo in quelle in cui sono addebitati o accreditati importi diversi dalle altre voci di spesa. Ad esempio potrebbero rientrare in tale voce: interessi di mora, restituzione/addebito del deposito cauzionale, ricalcoli, contributi di allacciamento ed altri possibili costi relativi ad interventi eseguiti. 

La bolletta del gas è composta da diverse componenti, alcune delle quali si pagano in base ai consumi effettuati di gas, mentre altre sono quote fisse che paghiamo anche se il consumo è nullo. 

Alcuni oneri della bolletta del gas vengono pagati dai cittadini in euro al metro cubo, secondo degli scaglioni di consumo. Il costo unitario per singolo metro cubo consumato è quindi diverso in base ai singoli scaglioni.

Oltre agli oneri variabili, ci sono altre componenti rappresentate dalle quote fisse che sono addebitate in euro al mese, indipendentemente dal consumo realizzato dall'utente. In questo articolo vediamo le percentuali dei costi fissi e variabili nella bolletta.

Prendendo in esame una bolletta di un cliente tipo che utilizza il gas metano anche per il riscaldamento, con un consumo annuo pari a 1400 metri cubi. Per la parte relativa alla spesa per la materia gas naturale c'è una quota fissa pari a circa 60 euro all'anno. I valori indicati si riferiscono alla bolletta del servizio di maggior tutela del I trimestre del 2017 (zona tariffaria Nord orientale).

Componente della bolletta Quota fissa Quota variabile % della quota fissa sul totale
Spesa gas naturale 60 375 14%
Spesa trasporto, gestione del contatore e oneri di sistema 22 190 10%
Accise - 225 -
IVA - 160 -
Totale 82 950 8%

Bolletta del servizio di maggior tutela riferita al I trimestre 2017

Il costo per gli oneri di sistema nella bolletta del gas è irrilevante ed in alcune bollette può anche essere negativo. Per questo motivo nella tabella è stato incluso insieme alla spesa per il trasporto del gas e gestione contatore. Nella bolletta dell'energia elettrica questa spesa incide maggiormente. Come si può notare inoltre dalla tabella, la parte fissa nella spesa per la materia gas è la più elevata (circa 10 euro ogni bimestre). La percentuale della quota fissa sul totale della bolletta del gas metano è di circa l'8%.

Costituisce la principale voce di spesa nella bolletta del gas, con oltre il 40% del totale. Come accade per l'energia elettrica, per chi è nel servizio di maggior tutela i costi di questi servizi sono definiti e aggiornati ogni trimestre dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), mentre per coloro che si trovano nel mercato libero dipendono dall'offerta scelta con il proprio fornitore. La maggior parte della spesa per la materia gas si paga in funzione di quanto gas è stato consumato. Le voci di spesa nel dettaglio sono:

  • Materia prima gas nella quota energia: corrisponde al costo previsto per l’acquisto del gas rivenduto ai clienti e si applica al gas consumato;
  • Oneri aggiuntivi nella quota energia: equivalgono ai costi di carattere generale (es. servizio di rigassificazione, sviluppo stoccaggi, contenimento dei consumi di gas, ecc.)
  • Commercializzazione al dettaglio in quota fissa e quota energia: per le attività di vendita al dettaglio (gestione commerciale, servizi al cliente, ecc.)

Nella bolletta di un cliente nel mercato in regime di tutela (mercato tutelato) il prezzo del gas lo trovi all'interno degli "elementi di dettaglio gas", che di solito sono nella terza pagina della bolletta. In particolare queste componenti si trovano nella prima parte chiamata spesa per la materia gas, sotto la voce "quota energia". Con l'introduzione della bolletta 2.0, deve essere presente nella bolletta anche il costo medio della spesa per la materia gas naturale, che comprende tutti gli oneri nella tabella sovrastante. Nel mercato libero invece, il fornitore è tenuto ad indicare nella fattura il costo medio della spesa energia e, su richiesta del cliente, anche gli elementi di dettaglio. Il costo medio però non corrisponde alla voce “corrispettivo energia” o “materia prima” che nella spesa dei servizi di vendita si riferisce al prezzo concordato con la propria società di vendita.

E’ necessario specificare infatti che il valore del costo medio unitario della bolletta, non corrisponde al costo per metro cubo effettivo, in quanto risente della presenza tra gli importi a base del calcolo, di quote fisse e di corrispettivi differenziati per scaglioni di consumo; espressi in funzione del livello di metri cubi consumati, oltre che della eventuale voce relativa ai Ricalcoli. Rimane altresì implicito che nel costo medio della materia gas naturale; più è basso il consumo di gas, più incide nel calcolo, il valore delle quote fisse e delle altre voci di spesa.

La spesa per la gestione ed il trasporto del contatore, che in precedenza era definita “servizi di rete”, copre le spese di trasporto del gas attraverso i gasdotti fino alla tua casa, lo stoccaggio dello stesso e la gestione del contatore domestico. La tariffa viene stabilita ogni anno per tutti gli operatori dall'Autorità e tiene conto di diversi fattori tra cui l'inflazione, degli investimenti realizzati e degli obiettivi di recupero di efficienza. Il costo di questi servizi non cambia da un gestore all'altro e si divide sempre in:

  • Quota fissa: €/cliente al mese
  • Quota energia: €/smc in base al consumo

Analogamente all'energia elettrica è solo con la spesa per la materia gas naturale che gli operatori del mercato libero sono in concorrenza tra loro, attraverso le varie tariffe proposte, poiché la rete comune è unica e utilizzata da tutti i fornitori.

Comprende i corrispettivi destinati a coprire i costi delle attività di interesse generale per il sistema gas che vengono pagati da tutti i clienti finali del servizio gas. La spesa per gli oneri di sistema è sempre decisa dall'Autorità e comprende:

  • Componenti della tariffa di distribuzione e misura per la copertura dei costi sostenuti per trasportare il gas sulle reti di distribuzione locale, per gestire i contatori ed i dati delle letture;
  • RS: per l'incentivazione qualità del servizio;
  • UG1: per eventuali squilibri dei sistemi di perequazione per la distribuzione e misura del gas.
  • Imposta sul consumo (accisa): diversa per Centro nord e Centro sud e a seconda di quattro scaglioni di consumo (da 0 a 120 mc, da 120 a 480 mc, da 480 a 1560 mc, oltre i 1560 mc) dettagliate nello schema seguente;

Accise per gli usi civili

PER IL NORD ITALIA

Scaglione Consumi

(mc/annui)

Accisa

(euro/mc)

fino a 120 0,044
superiori a 120 fino a 480 0,175
superiori a 480 fino a 1560 0,170
superiori a 1560 0,186

PER IL MEZZOGIORNO

Scaglione Consumi

(mc/annui)

Accisa

(euro/mc)

fino a 120 0,038
superiori a 120 fino a 480 0,135
superiori a 480 fino a 1560 0,120
superiori a 1560 0,150 

 

Le accise per usi industriali, artigianali e agricoli le trovi qui.

  • Addizionale regionale: definita in maniera autonoma dalle singole regioni;
  • Imposta sul valore aggiunto (IVA): applicata a tutte le voci della bolletta, per gli usi civili è al 10% per i primi 480 mc consumati, al 22% su tutti gli altri consumi e sulle quote fisse; per gli usi industriali l’IVA ordinaria è al 22% ma esistono delle agevolazioni che puoi trovare nelle guide del nostro sito.

Nella seconda o talvolta nella terza pagina della bolletta è riportato un riepilogo delle letture e dei consumi fatturati. La differenza fra l'ultima lettura del contatore e quella precedente, rappresenta il consumo di metri cubi di gas effettuato in quel periodo.

Quando è indicato un consumo stimato, significa che manca il dato reale preso dal contatore ed il fornitore stesso elabora una stima sui consumi storici del cliente. Più il consumo è costante negli anni e maggiori sono le letture effettive comunicate o pervenute nel tempo dal distributore locale, maggiore sarà l’accuratezza della stima.

Se in ogni caso i consumi sono sovrastimati o sottostimati, la bolletta di conguaglio conta proprio queste differenze. Per evitare i conguagli delle bollette si può comunicare l'autolettura del contatore gas al proprio gestore.

Il prezzo che troviamo sulla bolletta del gas è costituito da diverse componenti, alcune delle quali dipendono dal fornitore e altre dall’Autorità. Di seguito riportiamo un dettaglio di tali componenti, tra cui la componente CCI, QVD e QOA contenute nella spesa della materia prima.

La componente QVD (Quota Vendita al Dettaglio) introdotta a partire dal 1° luglio 2009 viene quantificata annualmente dall’Autorità, sulla base dei costi operativi sostenuti da un campione rappresentativo di venditori operanti nel mercato libero.

La componente QVD si riferisce ai costi relativi alle attività di commercializzazione della vendita al dettaglio. È una delle componenti della quota fissa nella bolletta del gas. 

La componente QVD è applicata dai venditori ai clienti che usufruiscono del Servizio di Maggior Tutela a copertura dei costi di commercializzazione al dettaglio della vendita di gas naturale. Questi comprendono:

  • Costi legati alle attività di acquisizione del cliente;
  • Costi di strutture per l’assistenza e la gestione dei clienti (ad esempio i call center);
  • Costi riferibili alla predisposizione di sistemi informatici per la gestione delle informazioni e per la gestione commerciale dei clienti finali;
  • Costi di gestione della morosità.

La determinazione della componente QVD (Quota vendita al dettaglio) è stata introdotta dall'Autorità per riflettere i costi effettivi sostenuti da un venditore e  copre i costi dell’attività di commercializzazione della vendita al dettaglio. A causa del mancato pagamento delle fatture, si è evidenziata una differenziazione territoriale che ha portato l'Autorità a valutare una divisione per area geografica della componente QVD. La divisione territoriale rispetterebbe quella dei singoli servizi di distribuzione, in modo che il cliente finale riceva un prezzo corretto in base alla spesa sostenuta dai venditori.

La componente CCI (Componente Commercializzazione all'Ingrosso) si riferisce alla commercializzazione all’ingrosso, definita anche come prezzo dell’energia. E’ l’equivalente del PE (Prezzo dell’energia) dell’energia elettrica. Nel Servizio di Tutela, questa quota è stabilita trimestralmente dall’Autorità stessa ed è fissa per tutto il territorio nazionale. Nel mercato tutelato questa è l’unica componente che viene aggiornata ogni 3 mesi, poiché le altre voci cambiano solamente una volta all’anno. Nel mercato libero, invece, il prezzo della CCI viene stabilito direttamente dal fornitore ed è su questa voce che si possono applicare sconti e promozioni: è la componente che permette una maggior concorrenza tra le varie offerte dei fornitori.

L’ARERA modifica il calcolo del prezzo del gas e questo cambiamento influenza tutti i clienti domestici attivi nel servizio tutelato e coloro che hanno un contratto nel mercato libero, ma con tariffe che seguono comunque la maggior tutela. Prima del 2013 la CCI veniva aggiornata prendendo come base degli indicatori legati alle quotazioni nei mercati internazionali del petrolio e altri combustibili nei 9 mesi precedenti all’aggiornamento. Questo però causava un divario molto grande tra i prezzi italiani e quelli degli altri paesi europei: si è deciso quindi di tener conto di una quota crescente dei prezzi del gas metano sugli altri mercati europei. Da fine 2013 si è passati allora ad utilizzare come riferimento solo i prezzi del mercato all’ingrosso del gas, in relazione al trimestre in cui avviene l’aggiornamento del prezzo.

Prima del 2013, nella bolletta sotto la voce “Materia prima gas” si trovava la componente CCI. Adesso invece la componente per la commercializzazione all'ingrosso è stata sostituita dalla somma di due nuove componenti: CMEM (Componente costo medio efficiente del mercato) che è la nuova componente CCI e la CCR, che copre gli elementi di rischio e di costo legati all’acquisto all’ingrosso del gas. Quindi sotto la voce “Materia prima gas” troveremo la somma di queste due nuove voci.

Come abbiamo appena detto, la componente CCI è stata sostituita dalla somma di altre due voci: CMEM e CCR. Quest'ultima si riferisce alla componente copertura rischi, cioè è legata ai costi per l’attività di approvvigionamento che sostengono i gestori per fornire gas ai clienti. La componente CCR viene aggiornata annualmente dall'Autorità. Tra i rischi considerati in questa voce vi è altresì :

  • rischio clima, legato alle temperature climatiche (se ad esempio in inverno fa molto freddo e il prezzo del gas aumenta in modo esagerato);
  • rischio di variazione dei volumi (nel caso in cui molti clienti decidono di abbandonare la maggior tutela in favore del mercato libero).

La componente QOA (Quota oneri aggiuntivi) copre i costi relativi agli oneri generali di sistema, agli oneri di gradualità e alla rinegoziazione dei contratti pluriennali, definita dall’Autorità. Questa voce potrebbe non essere applicata ai clienti che hanno attivato il metano con un’offerta del mercato libero.

La riforma dell'ottobre del 2013 non ha causato nessun cambiamento nel calcolo di questa componente, il cui valore continua ad essere stabilito annualmente dall'Autorità. Questa voce viene espressa in €/GJ (Euro/GigaJoule)  e trasformata in €/Smc sulla base del potere calorifico del gas nella località in cui si trova la fornitura. La componente relativa agli oneri aggiuntivi (QOA) è composta dalla somma delle seguenti voci:

  • CVI: contenimento dei consumi del gas;
  • CCONR: compensazione degli oneri non recuperabili sostenuti dalle imprese:
  • CFGUI: oneri derivanti dall’attività svolta dai fornitori grossisti.


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ERRECI s.r.l. si impegna nel continuo lavoro di aggiornamento dei contenuti di queste pagine. Peraltro si ricorda ai lettori che il contenuto esiste unicamente a scopo informativo e non ha natura di comunicazione ufficiale. Qualora uno qualsiasi dei testi, informazioni, dati pubblicati e collegamenti ad altri siti Web risultino errati, incompleti o non aggiornati ERRECI s.r.l. non sarà responsabile per errori o omissioni di alcun tipo o per qualsiasi danno diretto, indiretto o accidentale che possa derivare dall'accesso o dall'uso di informazioni pubblicate sul sito Web oppure dall'accesso o dall'uso di qualsiasi materiale trovato in altri siti Web. Per verifiche ed approfondimenti si rimanda al sito web dell'Autorità di regolazione http://www.arera.it.

L’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha introdotto un sistema di regolazione della qualità commerciale, per la trasmissione, la distribuzione e misura dell’energia elettrica e del gas, per migliorare la tutela dei consumatori e per incentivare sia i distributori che i fornitori a garantire un determinato livello di qualità del servizio.

Conseguentemente ad un processo di consultazione, l’Autorità ha emanato dei provvedimenti, contenuti in testi divisi per settore:

  • ENERGIA ELETTRICA: Testo integrato relativo al periodo di regolazione 2012-2015
  • GAS: Testo Unico relativo al periodo di regolazione 2014-2019

In tali disposizioni sono presenti degli indicatori di qualità specifici, in cui viene definito il tempo massimo entro il quale deve essere eseguito un determinato servizio. In caso di ritardo o disservizio il cliente ha diritto a un rimborso automatico che deve essere liquidato direttamente in bolletta. L’indennizzo deve essere accreditato al cliente nella prima bolletta utile. Qualora l’importo della bolletta stessa fosse inferiore al rimborso, la differenza deve essere sottratta dalle bollette successive oppure inviata con altra modalità (ad esempio con un assegno o un bonifico). Il cliente deve ricevere in ogni caso l’indennizzo entro 8 mesi dalla data in cui il fornitore ha ricevuto il reclamo scritto o la richiesta di rettifica.

Vi sono altresì alcuni casi che elenchiamo in cui il fornitore non è tenuto a pagare il rimborso al cliente:

  • Se il non rispetto dello standard previsto è dipeso da cause di forza maggiore come atti dell’autorità pubblica, eventi naturali eccezionali, scioperi senza preavviso…
  • Se il non rispetto dello standard previsto è dipeso da cause da imputare al cliente o a terzi.
  • Nell’ultimo anno è già stato pagato un rimborso per lo stesso motivo.
  • Qualora non fossero presenti nel reclamo le informazioni minime richieste per identificare il cliente stesso.
  • In caso di reclamo per interruzione della fornitura prolungata o estesa.

Indichiamo in questo capitolo il tempo standard ed il rimborso previsto per ciascuna operazione riferito ai clienti domestici e ai produttori in bassa tensione (BT). Precisiamo che il tempo standard è riferito alla data in cui il distributore riceve la richiesta del servizio indicato e non comprende il tempo che intercorre dall’invio della richiesta dal venditore al distributore. Nel caso di attivazione di fornitura ad esempio, il fornitore deve trasmettere la richiesta entro 2 giorni lavorativi al distributore, il quale deve provvedere all'attivazione entro 5 giorni lavorativi (tempo standard) dalla data di ricevimento della stessa. 

Nella tabella seguente riassumiamo le casistiche con i relativi importi da rimborsare.

 

Prestazione Tempo Standard Indennizzo entro il doppio del tempo previsto Indennizzo entro il triplo del tempo previsto Indennizzo oltre il triplo del tempo previsto
Preventivo per lavori sulla rete 20 giorni lavorativi 35€ 70€ 105€
Allacciamento: esecuzione di lavori semplici 15 giorni lavorativi 35€ 70€ 105€
Attivazione fornitura 5 giorni lavorativi 35€ 70€ 105€
Disattivazione fornitura su richiesta del cliente 5 giorni lavorativi 35€ 70€ 105€
Riattivazione fornitura in seguito a sospensione per morosità 1 giorno feriale 35€ 70€ 105€
Ripristino della fornitura in seguito a guasto del contatore 3 o 4 ore * 35€ 70€ 105€
Variazione di potenza con lavori semplici 15 giorni lavorativi 35€ 70€ 105€
Spostamento contatore 15 giorni lavorativi 35€ 70€ 105€
Comunicazione dell’esito della verifica del contatore 15 giorni lavorativi 35€ 70€ 105€
Sostituzione contatore 15 giorni lavorativi 35€ 70€ 105€
Comunicazione dell’esito della verifica della tensione 20 giorni lavorativi 35€ 70€ 105€
Ripristino del valore corretto della tensione di fornitura 50 giorni lavorativi 35€ 70€ 105€
Fascia di puntualità per appuntamenti con il cliente 2 ore 35 € Non applicabile Non applicabile

* 3 ore se la richiesta è effettuata in giorni lavorativi dalle ore 8.00 alle ore 18.00, 4 ore negli altri orari.

Nella tabella seguente indichiamo il tempo standard ed il rimborso previsto per ciascuna operazione effettuata in ritardo per il servizio gas. Come per le utenze di energia elettrica il tempo standard è riferito alla data in cui il distributore riceve la richiesta del servizio indicato e non comprende il tempo che intercorre dall’invio della richiesta dal venditore al distributore.

 

Prestazione Tempo massimo di esecuzione Indennizzo per contatori fino a G6 (domestici) entro il doppio del tempo * Indennizzo per contatori da G10 a G25
Preventivi lavori semplici 15 giorni lavorativi 35 € 70 €
Preventivi lavori complessi 30 giorni lavorativi
Esecuzione lavori semplici 10 giorni lavorativi dall'accettazione preventivo
Esecuzione lavori complessi 60 giorni lavorativi Non previsto Non previsto
Attivazione fornitura 10 giorni lavorativi 35 € 70 €
Disattivazione fornitura su richiesta del cliente 5 giorni lavorativi
Riattivazione fornitura in seguito a sospensione per morosità o pericolo 2 giorni feriali
Verifica del contatore su richiesta del cliente 20 giorni lavorativi 35 € 70 €
Sostituzione del contatore guasto 5 giorni lavorativi
Verifica della pressione di fornitura 10 giorni lavorativi 35 € 70 €
Ripristino pressione conforme 1 giorno solare
Fascia di puntualità per appuntamenti 2 ore 35 € 70 €
Lettura del contatore dipende da utenza e contratto ** 35 € 35 €

 

** per i clienti domestici almeno un tentativo all'anno con intercorrenza tra un tentativo e l'altro di minimo 6 mesi e massimo 13

* Per utenze domestiche se l'operazione avviene entro il triplo del tempo stabilito il rimborso è di 70 euro, mentre se viene eseguita oltre il triplo del tempo sale a 105 euro.

Se la fornitura si interrompe per colpa del distributore, quest'ultimo dovrà pagare i rimborsi, mentre in caso di eventi eccezionali è stato istituito un fondo speciale per rimborsare i consumatori.

In caso di interruzioni di energia elettrica con preavviso, dovuti ad interventi di manutenzione programmati sulla rete da parte del distributore; lo stesso deve avvisare i clienti con un determinato anticipo che deve essere pari a:

  • almeno 24 ore in caso di guasti o emergenze
  • almeno 2 giorni lavorativi in tutti gli altri casi

La fornitura deve inoltre essere ripristinata come da normativa entro un tempo massimo di 8 ore consecutive (non consecutive se la seconda interruzione avviene entro un'ora dal ripristino provvisorio). E’ possibile inoltre chiedere al distributore l’origine e la causa, nonché la durata stessa dell’interruzione avvenuta.

Mentre per quanto riguarda le interruzioni senza preavviso dovute a interventi programmati vengono divisi a seconda della durata in lunghe, brevi e transitorie (rispettivamente pari a 3 minuti; tra un secondo e tre minuti; e minori di un secondo).

Qualora si verificassero disagi e interruzioni causati da eventi eccezionali, per maltempo e black out, che interessano numerose famiglie, è l'Autorità che prevede dei rimborsi, erogati direttamente nella prima bolletta utile dopo 60 giorni dall'interruzione.

In questi casi non è necessario fare richiesta. Si specifica che eventuali rimborsi non possono essere riconosciuti al cliente che non è in regola con i pagamenti.

Se il rimborso non dovesse essere accreditato, puoi richiederlo al tuo fornitore oppure al distributore di zona presentando una domanda entro 6 mesi dall'interruzione. I black out non vengono considerati interruzioni senza preavviso come anche i distacchi programmati in situazioni di emergenza.

Nella tabella sottostante indichiamo i rimborsi previsti in caso di interruzione, le ore si intendono consecutive (non consecutive se la seconda interruzione avviene entro un'ora dal ripristino provvisorio).

Interruzione Abitanti Tempo massimo ripristino (BT) Indennizzo automatico previsto
Con preavviso - 8 ore 30 €
Senza preavviso più di 50.000 8 ore 30 €
da 5.000 a 50.000 12 ore
meno di 5.000 16 ore

In entrambi i casi (con preavviso e senza preavviso) l'indennizzo previsto è aumentato di 15€ ogni ulteriori 4 ore di interruzione, fino ad un massimo di 300€.

Il servizio di fornitura della luce deve essere garantito con continuità ed è inoltre un requisito previsto dalle norme deliberate dall’Autorità, anche se possono capitare interruzioni di energia per svariati motivi. In queste situazioni siamo costretti ad aspettare il ripristino dell'elettricità. Se parliamo di un'attività commerciale il disagio si può tradurre in un vero e proprio danno economico oltre che per problemi legati ad eventuali clienti da gestire. Inoltre quando torna la corrente c'è il rischio di ritrovare qualche apparecchiatura elettronica danneggiata.

Prima di inoltrare una richiesta di rimborso, bisogna capire bene qual’è la differenza tra il fornitore e il distributore; spesso infatti vengono confusi questi due termini che in realtà identificano due società ben diverse; in quanto il primo è la tua società di vendita, mentre il distributore è il gestore della rete elettrica.

Il cliente che subisce un danno a seguito di un'interruzione di energia elettrica dovrebbe inviare un reclamo proprio a quest'ultimo soggetto che gestisce la rete, ed è il distributore locale. Puoi trovare i riferimenti del distributore sulla bolletta di ERRECI, oppure puoi anche cercare il distributore locale sul sito dell’Autorità, selezionando “Distributori” e l’area geografica di interesse.

Per tutte le società di distribuzione che gestiscono la rete, il reclamo dovrà essere inviato in forma scritta, via fax, per posta raccomandata o tramite mail verificando le indicazioni riportate sul sito del distributore di zona.

Il distributore ha l’obbligo di rispondere con una motivazione in merito al reclamo inoltrato. Se il distributore non dovesse accogliere il reclamo sostenendo di non essere il responsabile del danno causato, il cliente potrebbe risolvere la questione attraverso una conciliazione.

Qualora la questione non dovesse risolversi un'altra soluzione potrebbe essere quella di procedere per vie legali. E’ altresì implicito che il consumatore dovrà essere in grado di provare la correlazione tra l'interruzione di corrente elettrica e il danno stesso.



I contenuti pubblicati nelle presenti guide sono liberamente rielaborati e reperiti online su portali d’informazione come arera.it, servizioelettriconazionale.it, ed i principali organi d'informazione giornalistici.

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Per quanto riguarda le forniture di luce e gas bisogna capire fin da subito se nei nuovi locali i contatori sono presenti e successivamente se sono attivi o meno (se c’è il gas e la luce in casa o meno).

La procedura necessaria per sottoscrivere un contratto di fornitura per la tua nuova abitazione varia a seconda dei casi in cui puoi trovarti.

1. Contatore assente

Se l’abitazione fosse sprovvista del contatore (può capitare in una casa che non è mai stata abitata o magari edificata da poco), dovrai procedere all’allacciamento della fornitura. In base alla tipologia dei lavori da realizzare cambia il tempo necessario per l’allaccio: nei casi più semplici e comuni per allacciare un contatore la tempistica è di circa un mese.

Qualora il contatore del gas sia invece stato rimosso all’atto della piombatura, (previa richiesta del precedente inquilino di chiusura dell’utenza) semplicemente perchè era obsoleto; dovrebbe comunque esserci un cartellino o un riferimento sulla presa stessa con l’indicazione del PDR (punto di riconsegna). Dovrai quindi comunicare al nuovo fornitore tale dato per poter procedere con l’attivazione.

2. Contatore presente e non attivo (mai attivato prima d’ora)

Tale caso è molto comune in una nuova abitazione appena costruita nella quale il costruttore ha richiesto solo la posa del contatore senza mai attivarlo. In questo caso, dovrai richiedere una prima attivazione per aprire il contatore. 

3. Contatore presente e non attivo (attivato nel passato)

Qualora il precedente inquilino avesse chiuso il contatore la procedura da richiedere in questa circostanza è il subentro per avviare la pratica di attivazione del contatore.

4. Contatore presente e attivo 

Se invece è presente un contatore attivo, dovrai effettuare la voltura ossia un cambio d’intestatario. Il contratto delle utenze di luce o gas non si può trasferire da una casa all’altra. Per farlo dovrai contattare il fornitore scelto dal precedente inquilino con i dati di entrambe le persone e quelli dell’utenza (indirizzo e numero cliente o POD). Con questa operazione diventi il nuovo intestatario della fornitura, accettando automaticamente le condizioni economiche del vecchio inquilino. Alcuni fornitori danno altresì la possibilità di sottoscrivere anche nuove condizioni contrattuali.

Prima di contattare il fornitore di energia elettrica e/o gas per effettuare una voltura o un subentro assicurati di avere con te i dati seguenti:

  • I tuoi dati personali: codice fiscale, carta d'identità dell'intestatario del contratto (anche una fotocopia, sempre utile), recapito telefonico, indirizzo...
  • Per la Luce il codice POD oppure per il Gas il codice PDR, che trovi sulla bolletta del precedente inquilino.
  • L'autolettura del contatore
  • le coordinate del conto corrente bancario/postale (se richiedi il pagamento tramite SDD, con addebito diretto sul tuo conto corrente)
  • solo in caso di voltura, l'indirizzo di recapito della fattura di conguaglio finale di chi lascia l'unità immobiliare
  • Solo per il contratto LUCE: la potenza impegnata
  • Solo per il contratto LUCE se si tratta di prima casa: l'autocertificazione di residenza anagrafica per approfittare della tariffa agevolata per i residenti

La risposta è intuitiva in quanto sulla bolletta del vecchio inquilino ci sono alcuni dati fondamentali per avviare le pratiche di voltura delle utenze. Primo fra tutti, il nome del fornitore stesso con cui sono attivi i contatori. Sapere ad esempio che il vecchio inquilino pagava le bollette ad ERRECI, indica il fatto che bisogna contattare ERRECI per richiedere il cambio di nominativo del contratto di fornitura. 

In più sulla bolletta sono presenti altri dati di cui non si può fare a meno per procedere alla voltura:

  • Dati del precedente intestatario (nome, cognome e codice fiscale)
  • Il codice POD per la luce e PDR per il gas 
  • Solo per la luce, potenza impegnata in kW

Qualora non avessi a disposizione una bolletta del precedente inquilino e non conosci il fornitore con cui sono attive le utenze di luce e gas hai due possibilità:

  • Inviare il modulo di richiesta allo Sportello del Consumatore all'indirizzo
    SPORTELLO PER IL CONSUMATORE DI ENERGIA presso Acquirente Unico Spa (Via Guidubaldo del Monte 45, 00197 Roma - oppure tramite Fax al numero 800 185 024)
  • Contattare il distributore locale di energia elettrica o il distributore locale del gas.  

Una volta ottenuta la risposta, puoi contattare il fornitore con cui è attiva l’utenza per cambiare l'intestatario del contratto. Ricorda che richiedendo la voltura allo stesso fornitore scelto dal precedente inquilino, le condizioni economiche restano generalmente invariate.

Inviare per tempo la  richiesta di voltura o subentro al fornitore è importante per avere luce e gas a disposizione nel momento del bisogno una volta avvenuto il trasloco definitivo. Per questo è necessario conoscere le tempistiche delle rispettive pratiche. 

  1. Per quanto riguarda la voltura luce e gas, come riportato sul sito dell'Autorità, il fornitore, entro 2 giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta completa di tutti i dati e le informazioni necessarie, deve effettuare tutte le comunicazioni perché l'attivazione contrattuale possa essere recepita dal distributore. Se ogni passaggio è regolare, per la registrazione della voltura occorreranno almeno 2 giorni lavorativi dall'invio della pratica. Quindi il tempo tecnico minimo è pari a 4 giorni lavorativi dalla richiesta del cliente;
  2. Per quanto invece riguarda il subentro bisogna fare una distinzione tra le tempistiche del subentro luce e del subentro gas:
  3. Per il subentro della luce saranno necessari 7 giorni lavorativi, ossia il fornitore ha 2 giorni di tempo per inoltrare la richiesta al distributore e quest'ultimo ha a disposizione 5 giorni per eseguire l'attivazione da remoto;
  4. Per il subentro gas occorrono 12 giorni lavorativi, ovvero il fornitore ha 2 giorni lavorativi per trasmettere la richiesta al distributore locale di gas metano e quest'ultimo ha fino a 10 giorni lavorativi per inviare un tecnico e attivare il gas.

Se hai provveduto a fare la voltura, ma ti viene recapitata nuovamente la bolletta a nome dell'inquilino precedente. Indichiamo tre delle possibili cause più comuni:

  • Se la società di vendita non ha variato l’intestazione del contratto di fornitura; in questo caso il consiglio è di ricontattare il fornitore per chiedere spiegazioni. Infatti, il fornitore è tenuto ad aggiornare i dati anagrafici dei propri utenti sul portale del distributore, il SII (Sistema Informativo Integrato), ovvero la banca dati nazionale messa a punto dall’Autorità, per rendere trasparente ed efficiente lo scambio di informazioni tra fornitori e distributori.
  • Nel momento in cui hai effettuato la voltura ed hai cambiato offerte di energia elettrica e/o gas avrai sicuramente trasmesso un nuovo contratto. Assicurati di aver inviato i dati corretti e firmato in ogni sua parte i moduli. É possibile che la mancanza di qualche firma o anche la scorrettezza, ad esempio, del tuo contatto telefonico hanno bloccato momentaneamente la pratica, impedendo al fornitore di poterti avvisare.
  • Potrebbe trattarsi anche della bolletta di chiusura del precedente inquilino se è stato richiesto di inviare la bolletta nella ormai precedente abitazione. Pertanto in questo caso la pratica è andata a buon fine e sarà solo necessario avvisare il precedente inquilino o la società di vendita che aggiornerà il recapito e spedirà la bolletta al precedente intestatario.

Qualora l'inquilino precedente non avesse pagato l'ultima bolletta, ricorda che non sei tenuto a pagare il debito pregresso per intestare il contatore a tuo nome. La morosità infatti non si trasmette da un intestatario all'altro. Infatti, potresti inviare al fornitore una dichiarazione di estraneità con cui dimostri la mancanza di vincoli familiari con l'inquilino precedente.

In tal caso il fornitore può rifiutarsi di procedere alla voltura, sospendere la fornitura, ma non costringerti a pagare il debito del precedente intestatario in quanto il fornitore stesso commetterebbe un illecito.

Esistono però casi particolari in cui il nuovo inquilino è tenuto a farsi carico dei debiti del vecchio intestatario del contratto. Di seguito alcuni esempi: 

  • un erede che richiede la voltura o il subentro delle utenze morose nella casa di un parente defunto. In questo caso l'erede è tenuto a rispondere dei debiti del defunto, dunque sarà obbligato a pagare le morosità pregresse prima di poter intestare a suo nome le utenze di luce e gas. 
  • quando il fornitore dimostra un uso improprio della voltura, ad esempio la richiesta per non saldare bollette precedenti ed ostacolare il recupero crediti (ad esempio, la moglie che richiede la voltura a suo nome, perchè il contatore è intestato al marito moroso).

Un ulteriore caso che potrebbe presentarsi è quello in cui nella nuova casa la levetta del contatore non resta in posizione quando provi ad alzarla; allora significa che il contatore è “chiuso”. Seppur chiuso non dovrai fare un subentro, ma sempre la voltura. Infatti se vieni a scoprire che il contatore è stato sospeso a causa della morosità dell'inquilino precedente, non è percorribile l'opzione di intestarti un nuovo contratto di fornitura.

Dovrai quindi necessariamente contattare non un fornitore a tua scelta, ma il fornitore con cui l'inquilino moroso ha il debito delle bollette. Sarà poi l’attuale fornitore a decidere se procedere o meno a cambiare l'intestatario del contratto dopo aver accertato la tua estraneità con l'inquilino precedente.

Come nel caso in cui il contatore fosse ancora attivo e il fornitore non accettasse comunque di procedere, puoi rivolgerti ad un nuovo fornitore. Questo però solo dopo che il fornitore attuale ha trasmesso per via telematica al SII (Sistema Informativo Integrato), il suo rifiuto a procedere con la Voltura. 

Quando ci si trasferisce in un appartamento di nuova costruzione, bisogna richiedere la prima attivazione del contatore e i tempi sono più lunghi. Anche se alcuni costruttori consegnano gli appartamenti con le utenze già allacciate, la prima attivazione è comunque necessaria, essendo connessa al primo utilizzo del contatore del gas.

Per presentare la richiesta al tuo fornitore dovrai avere delle informazioni, alcune delle quali sono obbligatorie per portare avanti la domanda.

Le informazioni necessarie sono:

  1. I dati anagrafici dell'intestatario del contratto (nome, cognome e codice fiscale).
  2. L’indirizzo dell'utenza.
  3. Il codice PDR.
  4. Categoria d'uso del gas (riscaldamento, uso cottura e/o produzione acqua calda sanitaria).
  5. Tipo di utilizzo (domestico o altri usi).
  6. Recapito telefonico ed eventualmente indirizzo mail.

Il codice PDR a volte è riportato sul contatore del gas, su una targhetta o su un cartellino posto in prossimità di esso. Altrimenti puoi trovarlo nella documentazione dell'allacciamento o richiederlo al proprietario dell'abitazione.

Per attestare i requisiti di regolarità urbanistica e il regolare possesso dell'abitazione, dovrai compilare un modulo con la dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

Devi indicare al fornitore anche i dati catastali dell'immobile (il tipo di unità immobiliare, il foglio, il subalterno e la particella). I dati catastali si trovano sull'atto del rogito di acquisto, sulla dichiarazione di successione e su altri documenti come la concessione edilizia, il permesso a costruire o la dichiarazione di inizio attività (DIA).

Per contrastare gli abusi edilizi è stato emesso il D.L. 47 del 2014 (convertito in Legge n. 80 del 2014), il quale precisa che: Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere l'allacciamento a pubblici servizi in relazione all'immobile medesimo.

Per questo se richiedi una fornitura di gas devi presentare, tramite idonea documentazione, il titolo che attesti la proprietà, o il regolare possesso o la detenzione dell'unità immobiliare e la regolarità urbanistica. In alternativa è possibile consegnare la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Attraverso questo documento il cliente, sotto la propria responsabilità, dichiara i requisiti.

Per quanto riguarda la regolarità urbanistica, bisogna indicare che l'abitazione è stata realizzata in base ad uno dei seguenti titoli abilitativi specificando il numero, data e comune di rilascio:

  • Permesso di costruire o concessione edilizia
  • Permesso o concessione in sanatoria
  • Denuncia di inizio attività (DIA)
  • Altra autorizzazione
  • Costruzione eseguita prima del 30.01.1977

Il cliente dovrà indicare inoltre se è il proprietario, l'inquilino affittuario oppure se è autorizzato dall'avente titolo. I dati fin qui elencati saranno necessari sia che si tratti di una prima attivazione gas sia che il contatore sia stato chiuso anche se precedentemente forniva gas all’abitazione.

In caso di prima attivazione del gas o dopo una modifica dell’impianto, bisogna invece seguire la procedura stabilita dalla Delibera 40 dell'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ARERA. Questa delibera stabilisce le regole per l'attivazione del contatore e la fornitura di gas e indica la documentazione necessaria per certificare che l'impianto del gas sia a norma. Per questo dovrai consegnare al distributore locale o al tuo fornitore (che lo trasmetterà al distributore), la documentazione con le caratteristiche tecniche dell'impianto e gli allegati H/40 e I/40, previsti dalla Delibera 40. Il distributore, una volta accertato che l’impianto sia a norma, può dare esito positivo e autorizzare l'attivazione del contatore.

Per una nuova fornitura, una volta che l'allacciamento alla rete di distribuzione è già stato realizzato, il distributore deve verificare la documentazione tecnica  relativa all'impianto interno del cliente finale, per accertare se l'impianto è stato installato nel rispetto delle vigenti norme di sicurezza (cosiddetto accertamento documentale): 

  • Se l'esito dell'accertamento è positivo, il distributore deve attivare la fornitura entro 10 giorni lavorativi dal giorno in cui ha ricevuto la documentazione richiesta completa e correttamente compilata;
  • Se la documentazione pervenuta non è completa, il distributore invita il cliente ad integrare la documentazione entro i successivi 30 giorni lavorativi, pena l'annullamento della richiesta;
  • Se l'accertamento evidenzia delle non conformità alle leggi e norme tecniche vigenti, il distributore, almeno due giorni prima della data concordata per l'attivazione della fornitura, notifica al cliente finale l'esito negativo e lo invita ad eliminare le non conformità rilevate, e a presentare quindi una nuova richiesta di attivazione, corredata da tutta la documentazione completa e congruente.

Per quanto riguarda i costi per i lavori di prima attivazione del contatore gas essi variano in base al distributore locale. Comunque il fornitore addebita al cliente un importo di 47 € per l'accertamento eseguito dal distributore (per impianti con potenza termica complessiva inferiore o uguale a 35 kW). Se la potenza complessiva è tra 35 kW e 350 kW il costo è 60 €, mentre se la potenza è superiore a 350 kW è pari a 70 €.

Se per cause dipendenti dal distributore la fornitura non viene attivata nelle tempistiche indicate, il cliente con contatore fino alla classe G6 (solitamente domestico) ha diritto ad un indennizzo automatico base di 35 € se la prestazione viene eseguita entro il doppio del tempo stabilito, di 70 € se viene eseguita entro il triplo del tempo stabilito, di 105 € se oltre il triplo del tempo stabilito.

La richiesta di prima attivazione va effettuata anche in caso di modifiche all'impianto del gas. Prima di procedere a qualsiasi tipo di lavoro sull'impianto del gas, infatti, è obbligatorio richiedere la sospensione della fornitura per motivi di sicurezza. Una volta terminati i lavori si dovranno presentare gli stessi documenti previsti per la prima attivazione. 

Nel caso in cui il contatore luce non è presente nell'abitazione il cliente deve richiedere la predisposizione di un nuovo punto presa. Generalmente nella procedura dell'allaccio è compresa anche la richiesta della successiva attivazione del contatore. Qualora il contatore fosse già stato installato, (magari dal costruttore dell'immobile o dal proprietario), l'utente deve procedere con la sola richiesta dell'attivazione del preposato, sottoscrivendo un nuovo contratto.

La richiesta per l'attivazione del nuovo contatore preposato può essere inviata ad un qualsiasi fornitore che opera nella tua zona. 

Per la compilazione del contratto per la nuova fornitura dell'energia elettrica ti serviranno alcuni dati. Se non hai a disposizione il codice POD, indispensabile per risalire al contatore, puoi visualizzare il display del contatore. Premendo il pulsante accanto al display compare il codice POD per esteso, che inizia con IT, oppure in altri contatori compare il numero utente. Con il contatore di e-distribuzione per esempio, puoi ricavare il codice POD anteponendo al numero utente il codice IT001E. I dati necessari per la prima attivazione dell'energia elettrica sono:

  • I dati anagrafici dell'intestatario del contratto (nome, cognome e codice fiscale)
  • Indirizzo dell'utenza
  • Il codice POD
  • Uso della fornitura (domestico residente,non residente, altri usi..)
  • Potenza impegnata, (per esempio potrebbe essere 3 kW per un'utenza domestica standard)
  • Il codice IBAN per l’eventuale domiciliazione bancaria

Il fornitore deve anche richiedere al cliente i dati catastali dell'immobile. Puoi trovarli sull'atto del rogito di acquisto, sulla dichiarazione di successione oppure su altri documenti come la concessione edilizia, il permesso a costruire o la dichiarazione di inizio attività (DIA).

Il discorso è valido sia per un immobile appena costruito sia per un contatore preposato in una vecchia casa, ad esempio a seguito di una divisione di un appartamento. In alcuni casi la dichiarazione del regolare possesso è inserita all'interno del contratto stesso, mentre altre volte c'è un modulo a parte da compilare, firmare ed allegare al contratto.

I documenti necessari sono:

  • Fotocopia del documento d'identità dell'intestatario
  • Dichiarazione di regolare possesso dell'abitazione
  • Dichiarazione sostitutiva di notorietà per la regolarità edilizia dell’immobile

Per certificare che il cliente abbia tale titolo, è sufficiente indicare la proprietà oppure la locazione, comodato d'uso o usufrutto (riportando ad esempio gli estremi della registrazione del contratto d'affitto). A volte il fornitore richiede un'autorizzazione quando l'avente titolo ha concesso in uso l'abitazione all'intestatario del contratto. Un esempio è la moglie che sarà l'intestataria del contratto ed il marito unico proprietario dell'immobile.

Per la regolarità urbanistica il cliente dovrà indicare gli estremi (numero, data, comune di rilascio) del permesso di costruire, della concessione edilizia o in sanatoria, oppure della denuncia di inizio attività (DIA). Se l'immobile è stato costruito prima del 30 gennaio del 1977 non possiede tali certificazioni.

La prima attivazione di una fornitura di corrente è comunque uguale ad una normale attivazione, dopo una cessazione per disdetta del contratto. Il fornitore, responsabile dell’attivazione ha due giorni di tempo per trasmettere la richiesta al distributore locale. Quest'ultimo a sua volta ha 5 giorni lavorativi per procedere all'attivazione del contatore che con gli attuali apparecchi elettronici, avviene tramite un comando a distanza che parte dalla centralina senza il bisogno dell’intervento del tecnico. Anche i dati e i documenti richiesti rimangono i medesimi.

In breve gli allacciamenti possono essere permanenti o temporanei. Il costo dell'allacciamento alla rete elettrica dipende quindi dalla durata di utilizzo della connessione. 

Il costo dell’allacciamento è inoltre calcolato in relazione alla tipologia di fornitura dalla società di distribuzione sommando i contributi di “Quota distanza”, “Quota potenza” e “Quota fissa”, ad eccezione delle tipologie di allacciamenti classificati “particolari” (come ad esempio allacciamenti di roulotte, case isolate in territorio extraurbano, fabbricati, ecc...). 

La quota distanza è calcolata in linea retta tra la fornitura da allacciare e la più vicina cabina di trasformazione in servizio da almeno 5 anni (cabina di riferimento). Di seguito riportiamo i relativi costi:

  • Fino a 200 metri o indipendentemente dalla distanza effettiva qualora fosse l’abitazione di residenza il costo è pari a 186,14 €; 
  • Quota aggiuntiva da 200 a 700 m; per ogni 100 metri o frazione superiore a 50 metri il costo è pari a 93,31 €;
  • Quota aggiuntiva da 700 a 1.200 metri; per ogni 100 metri o frazione superiore a 50 metri il costo è pari a 186,14 €;
  • Quota aggiuntiva oltre 1.200 metri; per ogni 100 metri o frazione superiore a 50 metri il costo è pari a 372,29 €.

La Quota Potenza invece si calcola in base alla potenza disponibile indicata dal cliente nella richiesta di allacciamento. Per le forniture fino a 30 kW servite da un contatore con limitatore di potenza, la potenza disponibile è il 10% in più di quella indicata nel contratto di fornitura. Il costo è pari a  69,99 €/kW disponibile.

Mentre la Quota Fissa deve sempre essere versata dal cliente a copertura dei costi amministrativi, sostenuti dal distributore per realizzare l'allacciamento ed il costo è pari a 27,59 €. 

Di conseguenza per un cliente domestico che ha la necessità di installare un contatore di 3 kW; l'allacciamento complessivamente costerà circa 445 €, IVA esclusa. Con l'IVA al 10%, il costo complessivo sarà di circa 489 € ai quali verrà aggiunto l'eventuale costo di gestione della pratica da parte del fornitore.

Per gli allacciamenti temporanei (quelli richiesti per una durata inferiore a un anno, eventualmente rinnovabile per un altro anno) il costo dell'allacciamento varia secondo i casi:

  • se l'allacciamento è eseguito per un utilizzo prolungato nel tempo, a beneficio dei diversi soggetti che, in tempi diversi, presentano richiesta di connessione (es.spettacoli viaggianti), si applica il contributo forfettario previsto per un allacciamento permanente standard per la prima realizzazione dell'impianto; per le richieste di connessione successive si applica il contributo in quota fissa di 26,83 € e un corrispettivo in quota fissa di 27,59 €.
  • se, invece, non è necessaria la realizzazione di una cabina di trasformazione MT/BT, e se la distanza non è superiore a 20 metri dall'impianto esistente, si applica un contributo a forfait.
  • negli altri casi, il contributo è determinato sulla base della spesa relativa

Se stai chiudendo un contratto di fornitura luce o gas allora il tuo fornitore emetterà una bolletta di chiusura, cioè l’ultima fattura dopo aver cessato l’utenza. Per richiedere la disattivazione è necessario avanzare la richiesta al proprio attuale forniture di luce e gas. 

L’emissione della bolletta di chiusura è stata decisa con la delibera 100/2016 dell'Autorità, la quale è stata recepita nell’ordinamento italiano con il decreto legislativo 102/14, il cui articolo 9, ha assegnato all’Autorità specifiche competenze in materia di disciplina della fatturazione dei clienti finali con particolare riferimento ai dati di consumo.

La bolletta di chiusura, è a tutti gli effetti una bolletta di conguaglio: essa viene calcolata dal fornitore in base ai consumi effettivi rilevati in fase di chiusura del contatore e come tutte le bollette di conguaglio, può essere di debito o di credito nei confronti del cliente finale.

Con l'arrivo della bolletta di chiusura, inoltre, viene restituito l'eventuale deposito cauzionale versato dal cliente al momento dell'attivazione; qualora esso non sia già stato restituito in precedenti fatture ad esempio in caso di sottoscrizione della domiciliazione bancaria per il pagamento delle stesse con addebito diretto sul proprio conto corrente.

L’Autorità ha altresì imposto, sulle tempistiche dell'emissione della fattura di chiusura, le seguenti condizioni:

  • Al più tardi 8 giorni prima dello scadere delle 6 settimane della data di cessazione della fornitura.
  • Entro 2 giorni prima dello scadere delle 6 settimane nel caso di recapito immediato (bolletta elettronica).

Qualora il fornitore non rispettasse, per qualsiasi motivo, queste tempistiche, dovrà provvedere a garantire rimborsi e indennizzi per i clienti finali. Ricordiamo che la bolletta di chiusura arriva, anche in altre circostanze quali il cambio fornitore o in caso di voltura. Nel secondo caso, la fattura di chiusura arriva al vecchio intestatario dell'utenza.

Se hai scelto di cambiare fornitore di luce e/o gas, probabilmente hai incontrato dei problemi con la tua utenza. Magari una bolletta troppo alta o condizioni contrattuali poco chiare, magari un servizio poco efficiente, o ancora puoi aver deciso di passare, per comodità, a un'offerta e un servizio migliore. Ciò che ti serve sapere è che il passaggio di fornitore è sempre gratuito e che il procedimento è molto semplice; il nuovo fornitore contatterà il vecchio per recedere il contratto in essere con quest'ultimo, il quale a sua volta ti invierà la bolletta di chiusura. Le tempistiche per un cambio di fornitore, infine, vanno da uno a due mesi, dopodiché le bollette inizieranno ad essere emesse dal tuo nuovo fornitore.



I contenuti pubblicati nelle presenti guide sono liberamente rielaborati e reperiti online su portali d’informazione come arera.it, servizioelettriconazionale.it, ed i principali organi d'informazione giornalistici.

ERRECI s.r.l. si impegna nel continuo lavoro di aggiornamento dei contenuti di queste pagine. Peraltro si ricorda ai lettori che il contenuto esiste unicamente a scopo informativo e non ha natura di comunicazione ufficiale. Qualora uno qualsiasi dei testi, informazioni, dati pubblicati e collegamenti ad altri siti Web risultino errati, incompleti o non aggiornati ERRECI s.r.l. non sarà responsabile per errori o omissioni di alcun tipo o per qualsiasi danno diretto, indiretto o accidentale che possa derivare dall'accesso o dall'uso di informazioni pubblicate sul sito Web oppure dall'accesso o dall'uso di qualsiasi materiale trovato in altri siti Web. Per verifiche ed approfondimenti si rimanda al sito web dell'Autorità di regolazione http://www.arera.it.

Il servizio di maggior tutela è il regime tariffario stabilito dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ARERA, ex AEEGSI.

Il processo di liberalizzazione prevede l’eliminazione del servizio di maggior tutela. Entro luglio del 2020, tutti i cittadini italiani dovranno obbligatoriamente lasciare il servizio di maggior tutela e sottoscrivere una delle offerte presenti nel mercato libero. Coloro che alla data prevista per la fine del tutelato non avranno ancora scelto un proprio gestore potrebbero passare al servizio di salvaguardia. Finora ci sono comunque diverse ipotesi e le modalità di tale passaggio non sono state ancora stabilite in modo definitivo e chiaro.

E’ difficile dare una risposta a questa domanda; ed una risposta certa non esiste; molto dipende dall'utilizzo che si fa dell'energia elettrica e del gas e dei servizi accessori che vogliamo comprendere nel nostro rapporto di fornitura. In generale il mercato libero consente di risparmiare sulle spese di luce e gas. Oggi chiunque può risparmiare sulla bolletta cambiando operatore gratuitamente e scegliendo la tariffa di luce e gas che meglio si adatta alle proprie esigenze e ai propri consumi. Nel Servizio di Maggior Tutela il prezzo della materia prima è regolamentato dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e varia ogni tre mesi.

Nel mercato libero hai la possibilità di scegliere un prezzo bloccato per un determinato periodo di tempo, oppure scegliere un’offerta con prezzo variabile ma con un costo che tiene conto del prezzo reale della materia prima nel corso di ogni singolo mese.

Tuttavia solo pochi italiani hanno deciso di passare dal servizio di maggior tutela al mercato libero. Anche se la liberalizzazione del mercato (2007) ha messo in moto meccanismi virtuosi di concorrenza, è fondamentale che prima di decidere se passare al mercato libero consideriate in modo approfondito non solo le offerte disponibili sul tuo territorio ma anche la trasparenza delle stesse ed il servizio offerto dalla società di vendita.

Il prezzo del gas varia in base all’andamento dei mercati internazionali dei prodotti petroliferi. Il repentino calo del prezzo del petrolio negli ultimi tempi è causato dall’eccesso di produzione nel mercato petrolifero, cioè la domanda è stata soddisfatta completamente, con la conseguenza che gli eccessi di produzione sono diventati delle riserve. Il prezzo del gas, a livello internazionale, è in continua evoluzione e dipende dalla domanda e dall'offerta del petrolio. Il mercato come accennavamo è quindi in continuo movimento e le variazioni di prezzo possono essere importanti e cambiare a distanza di poco tempo.

Anche il prezzo dell'energia elettrica varia ed è influenzato da molti fattori. In primo luogo il mercato dell'energia si basa sul PUN che è il prezzo unico nazionale, preso come prezzo di riferimento della borsa elettrica. Diversi fattori concorrono alla composizione di questo valore: dalle quotazioni di gas e petrolio, alla domanda di energia elettrica, alla produzione di elettricità da fonti rinnovabili ecc...

Questi fattori sono molto al di sopra delle competenze dei consumatori. Tuttavia, il prezzo del kWh applicato al cliente finale varia in base anche all'offerta sottoscritta.

Alla fine degli anni '90 il Dl. n. 79 del 16 marzo 1999 (decreto Bersani) avvia in Italia il processo di creazione del mercato libero dell'energia. Tale decreto, che recepiva ufficialmente le indicazioni della direttiva comunitaria del 1996 volta alla creazione del Mercato Unico dell'energia in Europa, ha permesso una graduale liberalizzazione delle attività di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica. Dal luglio 2007 il mercato dell'energia in Italia è completamente liberalizzato, ogni fornitore può decidere di entrare sul mercato in qualsiasi momento e gli utenti possono liberamente decidere a quale fornitore rivolgersi.

Da questo momento con la completa liberalizzazione del mercato ogni consumatore domestico può liberamente decidere da quale fornitore e a quali condizioni acquistare energia elettrica e gas. Prima del 2007, i consumatori non avevano altra scelta che rivolgersi all'impresa di distribuzione locale per la fornitura di luce e gas, che praticava prezzi stabiliti dall'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ARERA (ex AEEGSI).

Tale liberalizzazione ha permesso quindi di scegliere il proprio fornitore, cioè quello che riesce a praticare un prezzo vantaggioso e che offre i servizi migliori. Tale possibilità di scelta sta cambiando radicalmente gli equilibri di mercato mettendosi di fatto in moto meccanismi virtuosi di concorrenza a vantaggio dei consumatori finali che hanno la possibilità di scegliere il prezzo più basso e differenti servizi aggiuntivi (come buoni sconto, servizi di manutenzione degli impianti inclusi, offerte correlate alla predisposizione di un impianto fotovoltaico ecc). 

Attualmente un utente su quattro  si rifornisce nel mercato libero e il numero è in costante crescita. Questo è dovuto ai un generale e progressivo aumento dei prezzi regolamentati e del continuo miglioramento delle offerte presenti sul mercato liberalizzato, motivo per cui il mercato energetico italiano sta vedendo una grande migrazione dal mercato regolamentato al quello libero.

In questo contesto si è palesata l'ipotesi dell'abolizione del prezzo unico nazionale, il PUN, che arriva dalla bozza della strategia energetica nazionale, la SEN. Questo prezzo si forma alla borsa dell'energia elettrica, dove avvengono gli scambi di acquisto e vendita dell'energia. Il PUN deriva dalla media ponderata dei prezzi, registrati ora per ora e nelle varie zone d'Italia. Uno dei possibili scenari potrebbe essere quindi l’abolizione deI PUN (prezzo unico nazionale) che ha un ruolo fondamentale nei mercati essendo il prezzo di riferimento nazionale uniforme. E' per questo che la tariffa del mercato tutelato ed anche le offerte sul mercato libero sono omogenee nel territorio nazionale. Nella realtà però il prezzo può variare a livello zonale, dove per esempio avremo dei picchi di prezzo in Sicilia dovuti alle caratteristiche del territorio e della rete. Se in futuro venisse abolito il PUN, potrebbe cambiare lo scenario, con i prezzi dell'energia variabili anche in base ad ogni singola regione.

ll cambio fornitore è completamente gratuito ed è un semplice passaggio da un gestore all'altro. Una volta inoltrata la richiesta al nuovo fornitore, saranno le due società di vendita ad accordarsi e, in massimo due mesi, il cliente passerà da un'offerta all'altra, senza interruzione del servizio. 

La richiesta di cambio fornitore può essere fatta con diverse modalità contattando la società di vendita, anche solo per chiedere maggiori informazioni sulle offerte a disposizione. A prescindere da quale sia la modalità utilizzata per comunicare con il nuovo fornitore, per il cambio di gestore per il gas metano o la luce il cliente dovrà avere a portata di mano i seguenti dati:

  • Dati anagrafici dell'intestatario delle bollette
  • Codice POD o PDR che trovi in bolletta
  • Consumi in Smc/annui per il gas o kW/anno per la luce
  • Tipo di utilizzo del gas e della luce
  • Indirizzo di fornitura
  • Il codice IBAN per la domiciliazione bancaria

Come già riportato in precedenza nel Luglio del 2020 i clienti ancora legati ad un fornitore del mercato tutelato molto probabilmente passeranno automaticamente ad un fornitore di Salvaguardia. Ecco perché è bene che il cliente impari ad orientarsi nel mercato e a confrontare le offerte nel mercato libero, per scegliere la migliore in base alle proprie esigenze.



I contenuti pubblicati nelle presenti guide sono liberamente rielaborati e reperiti online su portali d’informazione come arera.it, servizioelettriconazionale.it, ed i principali organi d'informazione giornalistici.

ERRECI s.r.l. si impegna nel continuo lavoro di aggiornamento dei contenuti di queste pagine. Peraltro si ricorda ai lettori che il contenuto esiste unicamente a scopo informativo e non ha natura di comunicazione ufficiale. Qualora uno qualsiasi dei testi, informazioni, dati pubblicati e collegamenti ad altri siti Web risultino errati, incompleti o non aggiornati ERRECI s.r.l. non sarà responsabile per errori o omissioni di alcun tipo o per qualsiasi danno diretto, indiretto o accidentale che possa derivare dall'accesso o dall'uso di informazioni pubblicate sul sito Web oppure dall'accesso o dall'uso di qualsiasi materiale trovato in altri siti Web. Per verifiche ed approfondimenti si rimanda al sito web dell'Autorità di regolazione http://www.arera.it.

In Italia alcuni fornitori propongono offerte con energia verde sul mercato per chi desidera una fornitura “green”, ciò testimonia la crescente sensibilità ambientale dei consumatori. Il consumo di energia è un fattore fondamentale per il riscaldamento climatico ed ognuno di noi può dare il suo contributo puntando all’efficienza energetica per diminuire i consumi oppure scegliendo un’offerta verde. 

Con queste offerte per l’energia elettrica ed il gas oltre al risparmio rispetto al prezzo del mercato tutelato, viene consumata dal cliente solo energia prodotta da fonti rinnovabili con appositi certificati che ne garantiscono la provenienza. Pertanto con tali offerte, non verrebbe utilizzata energia prodotta dalle fonti tradizionali che inquinano e non sono rinnovabili (carbone, gas,energia nucleare, ecc…). 

Quindi cosa stai aspettando, aiuta l’ambiente e scegli l’energia pulita di ERRECI !

Con l'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto del 1998, il ricorso alle fonti rinnovabili è diventata una necessità. Molti italiani erano disposti a spendere qualche centesimo di più al mese per sostenere il proprio impegno a favore dell’ambiente aderendo alle offerte di energia verde. Negli ultimi anni la sensibilità nei confronti dell’energia verde è sicuramente aumentata, complice anche una riduzione sensibile dei costi di produzione da energie rinnovabili che hanno reso tali offerte sempre più convenienti. 

Le fonti energetiche rinnovabili si dividono in:

  • idroelettrica, si trasforma l'energia potenziale dell'acqua in elettrica su corsi d'acqua fluente o condotte forzate.
  • eolica, l'energia cinetica del vento fa ruotare un aerogeneratore collegato alle pale, che produce elettricità.
  • solare, con i moduli fotovoltaici si trasforma la radiazione solare in energia elettrica, sfruttando l'effetto fotoelettrico di alcuni materiali che si trovano nei pannelli solari.
  • geotermica, si sfrutta l'energia termica di rocce calde producendo vapore per alimentare una turbina.
  • altro, le bioenergie come biomasse solide, liquide o syngas e l'energia marina dalle correnti o dalle maree.

Per garantire che l'energia elettrica venduta, sia effettivamente prodotta con fonti rinnovabili e che non venga commercializzata più volte, l'ARERA (Autorità Energia Elettrica e Gas) ha stabilito che l'unico sistema di certificazione valido siano proprio le Garanzie d’Origine (GO) rilasciate dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

Questa certificazione, che promuove la trasparenza di tali contratti è focalizzata a garantire la completa tracciabilità dell’energia elettrica. Il cliente finale quindi ha così la garanzia che tutta la quantità di energia da lui consumata sia stata effettivamente prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili.

Il GSE emette quindi i titoli di Garanzia di Origine (GO) per gli impianti per cui sia stata ottenuta la qualifica che attesta la produzione di energia da fonte rinnovabile. Ogni titolo GO ha valore pari a 1 MWh, in base all'energia verde immessa in rete dal produttore, e viene rilasciato, trasferito e annullato in maniera elettronica. Esiste un vero e proprio mercato delle GO dove avviene lo scambio di questi titoli, gestito dal Gestore del Mercato Elettrico (GME), che garantisce liquidità, trasparenza e sicurezza.

Il RECS (certificazione Renewable Energy Certificates) è invece una certificazione per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile, supportata dallo standard internazionale gestito dall' Association of Issuing Bodies (AIB), e può essere emessa come attributo al titolo GO. Il fornitore quindi può aggiungere al GO tale certificato ma solo il primo è obbligatorio.

Le offerte verdi per il gas sono più rare rispetto alle offerte luce e utilizzano il biogas: anche conosciuto come gas verde. Esso deriva dallo sfruttamento di residui o materiale provenienti 

da produzione agroalimentare, allevamento, acque reflue di depuratori o colture dedicate.

Alcuni fornitori propongono sul mercato libero offerte verdi, con le quali viene certificata la provenienza da fonte rinnovabile dell'energia elettrica consumata.

Le imprese eco-sostenibili che aderiscono quindi ad un'offerta verde hanno sicuramente un ritorno a livello di comunicazione etica, dimostrando il loro impegno verso la sostenibilità.

Nel caso abbiate o vogliate aderire ad un’offerta di energia verde, i vantaggi per la tua impresa potranno essere:

  • Contribuire alla sostenibilità ambientale
  • Promuovere le fonti energetiche rinnovabili
  • Ampliare le proprie campagne di marketing dirette al cliente finale
  • Attirare l'attenzione di investitori che hanno a cuore tematiche ambientali

Il fornitore offre inoltre la possibilità di sfruttare un marchio che attesta il consumo di energia da fonte rinnovabile. Il marchio si può quindi esporre:

  • sui prodotti o servizi dell'impresa
  • nella comunicazione e sul materiale pubblicitario
  • in azienda oppure nei punti vendita e distribuzione

Esso rappresenta altresì un ottimo strumento per comunicare alla propria clientela il vostro impegno a favore della sostenibilità ambientale e rafforza l’immagine dell’impresa.

ERRECI offre questa opportunità a tutti coloro che sottoscriveranno un contratto con noi !

Lo stoccaggio di enormi quantità di energia elettrica è impraticabile e per questo deve esserci un equilibrio tra l'energia prodotta dalle centrali e quella richiesta dagli utenti finali. L'attività di dispacciamento consiste proprio nel mantenere un equilibrio di flussi nella rete elettrica nazionale. Per attuare quest'attività ogni centrale di produzione fa giornalmente una stima di quanta energia immetterà nella rete, che ovviamente può essere diversa da quella poi effettivamente prodotta. Quindi gli oneri di sbilanciamento dell'energia elettrica servono a coprire i costi sostenuti dal gestore della rete elettrica, quando c'è una differenza tra il programma di immissione e l'effettiva produzione oraria di energia di un impianto.

L'Autorità fino ad oggi ha pubblicato diverse delibere riguardanti gli oneri di sbilanciamento e fin da subito i produttori di energia verde e le relative associazioni sono insorte, giudicando inappropriato e discriminatorio il regolamento applicato. Vediamo perchè e cosa è accaduto dal 2012 ad oggi.

2012 - Delibera n. 281 Le rinnovabili vengono equiparate ai sistemi convenzionali:

Nel 2012 l'Autorità ha emanato la delibera n. 281 la quale prevede che i produttori di energia da fonti rinnovabili non programmabili debbano sostenere i costi di sbilanciamento alle stesse condizioni degli altri produttori per evitare che eventuali criticità sull'equilibrio della rete, incidessero sulle bollette dei consumatori. La delibera fissa una franchigia al 20%, ossia il corrispettivo viene applicato esclusivamente alla quota di sbilanciamento effettivo che eccede il 20% del programma vincolante del produttore.

Diverse associazioni hanno protestato contro questa delibera e l'ANEV (l'Associazione Nazionale Energia del Vento), ha fatto ricorso al Tar della Lombardia sostenendo che l'oscillazione continua delle fonti rinnovabili rende impossibile una previsione quotidiana della produzione e che quindi vi era una discriminazione tra le energie rinnovabili e le fonti tradizionali.

2013 - La Delibera n. 281 viene bocciata e l'Autorità emana la n. 462 ma verrà anch'essa annullata.

Il Tar nell'estate del 2013 ha dato quindi ragione agli operatori del settore definendo discriminatoria la scelta di non fare una distinzione per il calcolo dei corrispettivi tra le diverse fonti. Anche il Consiglio di Stato ha bocciato la delibera n. 281 ma nonostante questo l'Autorità ha poi pubblicato un'altra delibera n. 462, con la quale manteneva parzialmente tali oneri di sbilanciamento per i produttori di energia.

L'Autorità ha fatto inoltre ricorso contro l'annullamento della delibera n. 281 ma il Consiglio di Stato lo ha respinto. A parere del Consiglio infatti, è necessario adottare meccanismi per il calcolo del corrispettivo che facciano una distinzione tra le fonti programmabili e non, per tenere conto della difficoltà delle fonti rinnovabili nell'effettuare una stima di produzione dell'energia. Entrambe le delibere risultano annullate, e gli operatori da fonte eolica non dovranno più pagare tali oneri.

2014 - Con la Delibera n. 522 la fine delle controversie

Il 27 ottobre del 2014 l'autorità, a seguito di una consultazione, pubblica la delibera n. 522 che regola i nuovi oneri di sbilanciamento per le fonti rinnovabili non programmabili. Il sistema tiene finalmente conto delle specifiche caratteristiche di ciascuna fonte, e la franchigia viene stabilita come di seguito riportato:

Fonte rinnovabile Eolica Fotovoltaica Idrica ad acqua fluente Geotermica e altre fonti rinnovabili non programmabili
Franchigia 49% 31% 8% 1,5%

Fonte dati: Autorità

Da questo momento il meccanismo è calibrato sulla particolarità delle singole fonti rinnovabili, e viene considerata la reale difficoltà di effettuare una previsione di immissione di energia, con lo stesso livello di affidabilità delle unità di produzione convenzionali programmabili. Il GSE infine è incaricato di definire le regole tecniche per assegnare il corrispettivo di sbilanciamento agli utenti del suo dispacciamento.



I contenuti pubblicati nelle presenti guide sono liberamente rielaborati e reperiti online su portali d’informazione come arera.it, servizioelettriconazionale.it, ed i principali organi d'informazione giornalistici.

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Nel libero mercato il settore industriale è sempre stato più in fermento per diversi motivi. I clienti non domestici, soprattutto quando i consumi sono elevati, sono più attenti a contenere i loro costi rispetto al privato. Inoltre il settore del gas è completamente liberalizzato e non esiste più il servizio di tutela del gas per le società. Oltre a ciò non tutte le aziende possono accedere al mercato tutelato della luce ma solamente chi possiede dei requisiti ben precisi.

I 3 requisiti per accedere al mercato tutelato della luce per le aziende sono:

  • avere meno di 50 dipendenti
  • avere un fatturato inferiore a 10 milioni di euro
  • essere collegati alla rete in bassa tensione

Il servizio di tutela, per quanto riguarda l'energia elettrica, è quindi riservato alle piccole aziende, agli uffici dei professionisti ed ai negozi e altri piccoli commercianti.

Mentre per quanto riguarda  il mercato del gas metano, dal 2013 le aziende con partita IVA, non possono più accedere al mercato tutelato e sono quindi obbligate a scegliere un fornitore presente nel libero mercato.

Le offerte dedicate alle aziende sono molte e soddisfano le esigenze di ogni caso specifico. Il prezzo applicato all'energia elettrica o al gas è di sicuro uno dei primi parametri per la scelta, ma oltre a questo è bene valutare anche altri fattori come il servizio di assistenza al cliente e la disponibilità del fornitore stesso. Tra le prime caratteristiche da valutare delle offerte c'è la tipologia di prezzo, la modalità di fatturazione e di pagamento.

  • Prezzo fisso: Il prezzo, sia esso mono o multiorario, rimane bloccato per un certo periodo di tempo, con la garanzia di non incorrere in maggiori spese qualora il mercato dovesse subire aumenti. Con questo tipo di tariffe è anche possibile stimare con precisione il costo della bolletta in base ai consumi. Per contro qualora sul mercato il prezzo del gas o della luce dovesse abbassarsi si pagherebbe sempre la stessa cifra della materia energia bloccata inizialmente.
  • Prezzo variabile: Tale prezzo è indicizzato e segue l'andamento del mercato; solitamente il prezzo base di riferimento per la luce è il PUN (Prezzo Unico Nazionale) e viene aggiornato ogni mese.
  • Modalità di fatturazione e di pagamento: La bolletta può essere mensile o bimestrale. Dovrai anche chiedere al tuo fornitore se è possibile effettuare il pagamento tramite domiciliazione, bonifico bancario o eventuali altre modalità di pagamento a seconda delle proprie esigenze.

Le offerte di energia elettrica si possono inoltre distinguere per altre caratteristiche, che trovi elencate di seguito: 

  • Tariffa monoraria: il prezzo della componente energia è sempre uguale indipendemente da quando utilizzi l’energia elettrica: questa tariffa conviene se l'attività è svolta durante il giorno e quindi i consumi sono concentrati in fascia F1 (lun-ven dalle 8 alle 19).
  • Tariffa bioraria o multioraria: in questo caso il prezzo varia in base a due (bioraria: F1 e F23) o tre fasce orarie (multioraria: F1, F2 e F3). Questa tariffa conviene per quelle aziende che hanno macchinari o luci accese anche nelle ore serali e notturne, oltre che nel weekend.
  • Opzione energia verde: per chi è attento all'ambiente, le offerte verdi garantiscono la provenienza dell'elettricità da fonti rinnovabili. Alcuni fornitori danno anche la possibilità di usare un marchio per dimostrare a livello commerciale, il proprio impegno alla sostenibilità. 
  • Servizi energetici aggiuntivi: i servizi sono di vario genere e possono essere inclusi nel prezzo o meno, alcuni esempi sono: l'assistenza di personale specializzato in caso di necessità, dispositivi di monitoraggio dei propri consumi, assistenza per la manutenzione degli impianti fotovoltaici...

Le offerte a volte sono distinte anche in base alla tipologia di cliente in rapporto ai consumi annuali stessi. E’ altresì implicito che il prezzo di luce e gas diminuisce se i chilowattora e i metri cubi consumati sono elevati. In genere la classificazione delle aziende in base ai consumi è la seguente:

  • Piccole imprese e professionisti con Partita IVA: consumi fino a 30.000 kWh/anno e fino a 15.000 Smc/anno
  • Medie imprese: consumi fino a 100.000 kWh/anno e fino a 100.000 Smc/anno
  • Grandi aziende: consumi oltre 100.000 kWh/anno e 100.000 Smc/anno

Le fasce di consumo possono comunque cambiare da un fornitore all'altro. Per le grandi aziende le offerte in molti casi sono proprio personalizzate con il prezzo stabilito in sede di contrattazione con un consulente dedicato.

Il prezzo delle offerte del mercato libero si riferisce solamente alla componente energia, ossia la quota che viene pagata per l'acquisto dell'energia elettrica o del gas. All'interno della bolletta per le imprese sono presenti anche altri corrispettivi per il trasporto dell'energia e per la gestione del contatore. Questi oneri, chiamati servizi di rete, vengono definiti dall'Autorità ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e per la luce variano in funzione della potenza impegnata della fornitura.

Nelle aziende la tariffa degli oneri di rete per la luce fa riferimento alla BTA (Bassa Tensione Altri usi), dedicata ai clienti non domestici. Anche il secondo contatore di un'abitazione, ad esempio quello del garage, ha questo tipo di tariffa.

I relativi oneri, sono distinti in base alla potenza; infatti dal 1 gennaio 2017, gli scaglioni di potenza sono cambiati e il cliente può scegliere la potenza che preferisce procedendo con eventuali richieste di aumento  o diminuzione di 0,5 kW: questo significa, che per la tua attività potresti richiedere per esempio anche un contatore di 2,5 kW o 5 kW. Per potenze superiori a 6 kW invece si procede con aumenti da 1 kW e non più con scatti di 0,5 kW.

Le tariffe per il trasporto, la distribuzione del gas e la gestione del contatore, variano invece in base alla zona geografica. Il territorio italiano è suddiviso in sei zone tariffarie differenti. Oltre a questo è importante sapere che questi oneri aumentano anche in base al consumo realizzato, secondo degli scaglioni.

Scaglione Consumi kWh Oneri di sistema €/kWh
1 0 - 1.800 0,020626
2 1.801 - 4.440 0,055465
3 oltre 4.441 0,055465

Oneri energia elettrica - dati Autorità ARERA IV trimestre 2018

L’incertezza sull’interruzione dell’operatività che la propria attività dovrà subire è sicuramente una delle principali preoccupazioni legate al trasferimento della propria sede lavorativa. Per un responsabile d'impresa è necessario quindi pianificare come muoversi in base alla situazione che si presenterà nella nuova sede. Scopri quale operazione devi effettuare e le modalità per ottenere nel più breve tempo possibile la fornitura.

Contatore installato? Contatore già attivato in precedenza? Contratto attivo? Servizio
No No No Allaccio alla rete elettrica/gas da richiedere a qualsiasi fornitore
Si No No Richiesta prima attivazione della fornitura con qualsiasi fornitore.
Si Si No Subentro con qualsiasi fornitore
Si Si Si Voltura del contratto con il fornitore del precedente titolare.

Allacciare la luce o il gas alla propria sede lavorativa vuol dire collegare il tuo sistema con la rete elettrica e/o del gas del distributore locale.

A chi fare la richiesta Quando sottoscrivi un contratto con un fornitore di energia elettrica o gas, sarà lui stesso ad inoltrare la richiesta di allacciamento al distributore di zona. Se non vuoi al momento attivare una fornitura ma intendi solo collegare i tuoi locali alla rete di distribuzione (per esempio nel caso di un immobile in vendita o in attesa di essere affittato a terzi) puoi anche contattare il distributore locale competente cercando sul sito dell’Autorità.
Quanto tempo ci vuole Dipende dal tipo di lavori che occorre effettuare per collegare la rete all'impianto: lavori semplici circa 15 giorni lavorativi, lavori complessi 60 giorni lavorativi
Come fare la richiesta Contattate il fornitore, o il distributore nel caso non sia attivata nello stesso momento la fornitura di energia, e comunicategli la potenza disponibile richiesta (kW), la tensione di alimentazione (BT, MT, AT) e l'indirizzo della fornitura.
Il preventivo per l'allaccio Il distributore qualora fosse necessario potrà effettuare un sopralluogo sul posto, dopo 2 giorni dall'invio della richiesta. Dopo 20 giorni il distributore deve inviare il preventivo che deve includere i tempi, i costi totali, le procedure e la durata del preventivo. Dall'accettazione del preventivo parte il conteggio dei giorni precedentemente indicati.
Il costo Il costo per procedere con l’allaccio alla rete elettrica viene calcolato come di seguito riportato:

  • Quota distanza tra i locali e la più vicina cabina di trasformazione in servizio da almeno 5 anni: fino a 200 metri 184,11 €. Oltre i 200 metri:
  • Quota aggiuntiva da 200 a 700 m.: per ogni 100 metri o frazione superiore a 50 metri: 92,29 €; 
  • Quota aggiuntiva da 700 a 1.200 metri: per ogni 100 metri o frazione superiore a 50 metri: 184,11 €; 
  • Quota aggiuntiva oltre 1.200 metri: per ogni 100 metri o frazione superiore a 50 metri: 368,22 €. 
  • Quota potenza: 69,22 €/kW disponibile 
  • Quota fissa: 27,03 €
Installazione del contatore L'allaccio viene completato con l'installazione del contatore da parte del distributore. Le opere murarie, e altri eventuali lavori che sono a carico del cliente vengono indicati nel preventivo emesso. Il contatore deve inoltre sempre essere accessibile dal distributore anche in assenza dell'utente.

Dal momento in cui la tua azienda sarà collegata alla rete elettrica potrai procedere con l'attivazione della fornitura.

A chi fare la richiesta La richiesta di attivazione deve essere effettuata al fornitore. A seguito della liberalizzazione del mercato dell'energia puoi scegliere tra numerose offerte.
Quanto tempo ci vuole Il fornitore attiverà la fornitura entro 7 giorni dal momento dell’invio della tua richiesta.
Come fare la richiesta Contattate il fornitore direttamente al servizio clienti o recatevi direttamente sul posto presso uno sportello.

Vi saranno richiesti il codice POD (luce) e PDR (gas) ed i tuoi riferimenti personali nonché:

  • L'atto costitutivo e/o autocertificazione d'iscrizione alla Camera di Commercio (C.C.I.A.A.)
  • Il numero di partita I.V.A. o codice fiscale nei casi in cui l'attività non preveda la partita I.V.A.
  • L'eventuale documentazione per la richiesta di agevolazioni fiscali
Quanto costa Attivazione luce per le utenze business.

  • Eventuali costi per la prestazione commerciale vengono indicati nei singoli contratti (si somma eventualmente il contributo fisso di 27,03 € applicato dal distributore locale, se non corrisposto al momento dell'allacciamento).
  • ​Un deposito cauzionale o altra garanzia, se richiesto dall'esercente all'atto della stipula del contratto di fornitura.
  • L'eventuale imposta di bollo (16,00 €), prevista dalla normativa fiscale.

Attivazione gas per le utenze business:

Il fornitore addebita al cliente 40 € indipendentemente dal fatto che l'esito dell'accertamento sia positivo o negativo. Se l'accertamento non è stato possibile per motivi riconducibili al cliente (per esempio non era presente all'appuntamento col tecnico) il fornitore addebita al cliente solo 15€. In questo caso, qualora la fornitura venga comunque attivata, il distributore segnala al Comune il mancato accertamento, che può essere effettuato successivamente dal Comune stesso con un addebito di 60€ al cliente.

Se nella tua nuova sede lavorativa ci sono sia un contatore che un contratto di fornitura attivi è necessario cambiare l'intestatario dell'utenza facendo una voltura. Solo successivamente sarà possibile cambiare fornitore.

Nel caso in cui nella nuova sede non c'è nessun contratto attivo dovrrai effettuare un subentro per riattivare la fornitura e potrete contattare un fornitore sul mercato.

A chi fare la richiesta La richiesta deve essere effettuata al fornitore con il quale il precedente inquilino ha un contratto in essere e quindi è presente la luce o il gas (voltura). La richiesta può essere inoltrata a un fornitore sul mercato se le utenze sono state chiuse precedentemente  (subentro).
Quanto tempo ci vuole Per la registrazione della voltura occorrono almeno 2 giorni lavorativi dalla comunicazione del venditore. Quindi il tempo tecnico minimo è pari a 4 giorni lavorativi dalla richiesta del cliente.

Per il subentro la richiesta viene equiparata ad una attivazione e quindi sono necessari 7 giorni.

Come fare la richiesta
  • Contattare il fornitore direttamente al servizio clienti o recati direttamente allo sportello sul territorio. Ti saranno richiesti il codice POD (luce) e PDR (gas) ed i tuoi riferimenti personali nonché:
  • l'atto costitutivo e/o autocertificazione d'iscrizione alla Camera di Commercio (C.C.I.A.A.)
  • il numero di partita I.V.A. o codice fiscale nei casi in cui l'attività non preveda la partita I.V.A.
  • l'eventuale documentazione per la richiesta di agevolazioni fiscali
Quanto costa Per il Servizio di Maggior Tutela il costo è di 65,14 € (27,52 € per oneri amministrativi, 23,00 € contributo fisso e 16,00 € imposta di bollo) Per il Mercato libero il costo dipende dal fornitore. 

Di seguito riportiamo un'analisi di come è strutturata una bolletta, e la spiegazione delle singole componenti.

Come nelle utenze domestiche, il costo della bolletta finale per il cliente BTA (bassa tensione altri usi), comprende diverse componenti che comprendono voci legate all'impiego delle reti, all’attività di vendita, ad altri oneri generali per il funzionamento del sistema elettrico nazionale e naturalmente, le imposte, fissate dallo Stato.

Nella prima pagina della bolletta ci sono i dati relativi all’intestatario dell'utenza ed alla fornitura. Qui troverai i dati tecnici delle caratteristiche dell'utenza, i codici che la identificano, necessari per effettuare qualsiasi operazione ed un breve riepilogo degli importi e dei consumi.

  • Codice POD: codice identificativo dell'utenza 
  • Tipologia di contratto
  • Potenza impegnata: la potenza contrattualmente impegnata e quella disponibile (la massima a disposizione)
  • Tensione (monofase o trifase)
  • Riepilogo importi fatturati: importo totale distinto nelle macrovoci della bolletta
    • Spesa energia
    • Trasporto e gestione del contatore
    • Oneri di sistema
    • Imposte e IVA

Nella tabella troviamo riassunto il dettaglio di tutti gli oneri che compongono le macro voci della bolletta.

Il prezzo del corrispettivo energia PE si trova all'interno della spesa per l'energia, la voce che cambia da un'offerta all'altra del mercato libero.

Componente Corrispettivo
Spesa energia

(ex servizi di vendita)

  • Prezzo Energia (PE)
  • Dispacciamento (PD)
  • Commercializzazione vendita (PCV)
  • Componenti di perequazione (PPE)
  • Dispacciamento (DISPbt)
Spesa per il trasporto e gestione del contatore

(ex servizi di rete)

  • Oneri di distribuzione
  • Trasporto (TRAS)
  • Misura (MIS)
Oneri generali di sistema

(prima all'interno dei servizi di rete)

  • Componente ASOS
  • Componente ARIM
Imposte
  • Accisa (Imposta erariale)
  • IVA

Per ulteriori dettagli e approfondimenti sulle singole voci di spesa, rimandiamo alla guida della Bolletta 2.0 sul sito dell’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente).

Le imposte presenti nella bolletta sono l'accisa e l'IVA. La prima è calcolata sulla quantità di energia consumata e viene suddivisa in funzione dei consumi in due scaglioni; forniture fino a 1.200.000 kWh/mese e forniture oltre i 1.200.000 kWh/mese. Per entrambi gli scaglioni, è previsto un valore diverso (più alto) per i primi 200.000 kWh consumati nel mese.

Utenza BTA (Altri usi Bassa Tensione) ACCISA - Imposta erariale

c€/kWh

Forniture fino a 1.200.000 kWh/mese
- Primi 200.000 kWh consumati nel mese 1,25
- Consumi oltre 200.000 kWh nel mese 0,75
Forniture oltre 1.200.000 kWh/mese
- Primi 200.000 kWh consumati nel mese 1,25
- Consumi oltre 200.000 kWh nel mese 4820 € in misura fissa

L'IVA è invece il tributo che viene calcolato sul valore economico dell'energia. Si applica quindi al totale della bolletta, compresa l'accisa. Attualmente l'IVA è al 22% per tutte le attività eccetto in alcuni casi particolari per i quali l'IVA è agevolata al 10% (i.e imprese estrattive, agricole e manifatturiere comprese le aziende poligrafiche, editoriali e simili).

L'aliquota dell'IVA sull'energia elettrica è ridotta per alcune aziende incluse nel D.P.R. 633/72, elencate in modo dettagliato nella Tabella A Parte III n. 103.

Hanno diritto all'IVA agevolata al 10% le seguenti attività:

  • Imprese estrattive e manifatturiere, comprese le imprese poligrafiche, editoriali e simili;
  • Imprese agricole;
  • Utenti che utilizzano l'energia per usi domestici (strutture residenziali e ambienti come caserme, scuole, case di riposo, conventi, orfanotrofi...);
  • Utenti che impiegano l'energia per impianti irrigui, di sollevamento e di scolo delle acque (consorzi di bonifica e di irrigazione).

Con la Legge 24/12/2003 n. 350 lo Stato ha stabilito che anche le imprese agricole e agrituristiche hanno diritto all'aliquota IVA al 10% per l'energia elettrica destinata all'azienda.

Per beneficiare di tali agevolazioni è necessario avere un contratto di fornitura destinato all'uso agricolo, da distinguere dai contratti ad uso domestico o per le altre attività che non rientrano in quelle agricole.

Anche se potrebbe sembrare automatica, l'agevolazione è invece subordinata ad una comunicazione scritta da parte dell'azienda da inviare al proprio fornitore di energia elettrica. 

Una società per definirsi manifatturiera deve svolgere un'attività che rientra nei gruppi da IV a XV del D.M. 31.12.1988. Se la tua attività non è classificabile nei gruppi citati si fa riferimento alla classificazione delle attività economiche ATECO 2007 (che puoi trovare sul sito istat).

In relazione alla classificazione ATECO 2007 un'impresa con "attività manifatturiera" rientra nella sezione C. Puoi cercare il codice della tua azienda nel certificato camerale e verificare se esso appartiene alla classe C. Ne fanno parte industrie di ogni genere: aziende alimentari, tessili, industrie metallurgiche e meccaniche, chimiche, della carta e del legno, di prodotti di autoveicoli, di gomma e plastiche, e poligrafiche...

Esistono ulteriori casi particolari nei quali le forniture sono esentate completamente e quindi non pagano l'IVA sull'energia elettrica (0%) e sono elencate nella tabella sottostante:

  • Esportatori abituali: operatori economici che effettuano operazioni superiori al 10% del volume d'affari nell'anno precedente (esenzione entro un limite)
  • Sedi e rappresentanti diplomatici e consolari
  • Organizzazioni internazionali riconosciute
  • Forze armate di qualsiasi Stato della NATO
  • Stato della Città del Vaticano e della Repubblica di San Marino

Il Testo Unico delle Accise approvato con il Decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504 e successive modifiche, stabilisce che alcune imprese non devono pagare l'accisa sul proprio utilizzo di energia elettrica. Nella tabella riportata di seguito sono elencati i casi in cui è prevista l'esclusione dall'accisa sul consumo di elettricità. A differenza delle agevolazioni, che prevedono una quota inferiore rispetto a quella prevista normalmente, l'esclusione e l'esenzione hanno un'aliquota pari a zero.

Imprese che impiegano l'energia elettrica per la riduzione chimica, in processi elettrolitici o metallurgici

(classificati DJ 27 - classificazione ATECO)

Imprese che impiegano l'energia elettrica in processi elettrolitici mineralogici

(classificati DI 26 - classificazione ATECO)

Imprese che impiegano l'energia elettrica per realizzare prodotti sul cui costo finale l'energia incide per più del 50% (calcolato in media per unità)

 

Esistono anche altre imprese e attività che hanno diritto all'esenzione dall'accisa. La differenza delle aziende che hanno diritto all'esclusione con quelle esenti, è che queste ultime sono soggette all'imposta ed in teoria dovrebbero pagarla, ma gli viene concessa un'agevolazione, al contrario delle escluse che non sono proprio soggette all'imposta. L'esenzione è prevista per le attività indicate nella seguente tabella:

  • Imprese che producono elettricità.
  • Imprese che impiegano l'energia elettrica per l'esercizio delle linee ferroviarie per trasporto merci e passeggeri.
  • Imprese che impiegano l'energia elettrica per l'esercizio delle linee di trasporto urbano e interurbano.
  • Negli opifici industriali con un consumo mensile superiore a 1.200.000 kWh.

 

Altri casi particolari nei quali è prevista l'esenzione dell'accisa per l'energia elettrica sono:

  • Forniture diplomatiche o consolari
  • Organizzazioni internazionali riconosciute (ONU...)
  • Forniture per le Forze armate di qualsiasi Stato della NATO
  • Accordi stipulati con paesi terzi che consentono anche l'esenzione dall'IVA su quei prodotti

Per usufruire delle agevolazioni fiscali o delle esenzioni sull'IVA e sulle accise, l'azienda o impresa che ne ha diritto deve inoltrare una dichiarazione scritta alla propria società di vendita. Nella richiesta, valida fino alla revoca della stessa, il cliente ammette, sotto la propria responsabilità, che è in possesso dei requisiti previsti per accedere all'agevolazione.

Per fare la richiesta, la maggior parte dei fornitori mette a disposizione un apposito modulo, che una volta compilato, potrai spedire con una delle modalità indicate dal fornitore stesso.

Il nostro modulo lo trovi nella sezione Modulistica.

Nel 2012 è stato emanato il decreto sviluppo che adotta oneri più leggeri per le imprese energivore. Nello stesso anno è stata cambiata la definizione di "impresa energivora", che fino ad allora comprendeva solo i grandi consumatori di energia poiché era correlata solo alla quantità di energia consumata. Considerando anche l’incidenza del costo dell'energia sul fatturato, vengono incluse anche aziende di minori dimensioni per le agevolazioni sulle accise. Le aziende interessate devono trasmettere le dichiarazioni annuali su un portale telematico gestito dalla Cassa conguaglio per il settore elettrico.

Il sistema per la raccolta di tali dichiarazioni è accessibile previa registrazione e le agevolazioni riguardano gli oneri generali di sistema. Le modalità per il calcolo delle agevolazioni sono stabilite dalla delibera del 24 ottobre 2013 467/2013/R/EEL dell'Autorità e successive modificazioni.

Diversamente da un primo periodo iniziale (dal 2013 al 2017), durante il quale, a seguito della verifica dei requisiti, le agevolazioni per le maggiorazioni di sistema venivano liquidate con un sistema a conguaglio, oggi, chi ha i requisiti per essere definito cliente Energivoro, ha diritto ad un’agevolazione direttamente nella fattura dell’energia per ciascun mese di competenza. Nel caso specifico dei clienti rientranti nella classificazione VAL.1 - VAL.2 - VAL.3 - VAL.4, non vengono applicate maggiorazioni Asos in fattura, ma le stesse vengono liquidate direttamente alla Cassa Conguaglio con 2 MAV scadenti al 30 giugno e al 31 dicembre.

Il sistema di agevolazioni per i clienti a forte consumo di energia (Energivori) è certamente complesso, tuttavia consente al cliente finale, che ne abbia le caratteristiche, importanti risparmi economici.

Le condizioni minime per poter avere diritto a queste agevolazioni:

  1. avere il codice ATECO principale ricompreso tra uno di quelli presenti nell’all.3 o all. 5 del decreto ministeriale 21 dicembre 2017
  2. imprese a forte consumo di energia elettrica che hanno i requisiti 
    1. Classe VAL.1, per le imprese con intensità elettrica su VAL maggiore o uguale al 20% e inferiore al 30%;
    2. Classe VAL.2: per le imprese con intensità elettrica su VAL maggiore o uguale al 30% e inferiore al 40%;
    3. Classe VAL.3: per le imprese con intensità elettrica su VAL maggiore o uguale al 40% e inferiore al 50%;
    4. Classe VAL.4: per le imprese con intensità elettrica su VAL maggiore o uguale al 50%;
    5. Classe FAT.1: imprese con intensità elettrica su fatturato maggiore o uguale al 2% e minore o uguale al 10%;
    6. Classe FAT.2: imprese con intensità elettrica su fatturato maggiore del 10% e minore o uguale al 15%;

Classe FAT.3: imprese con intensità elettrica su fatturato superiore al 15%.

Se avete il dubbio di poter rientrare in una di queste classi vi invitiamo a contattarci per avere un supporto tecnico.

Le forniture di gas sono soggette alle accise, alle addizionali regionali e all'IVA.

La tassazione è prevista per tutti i consumatori con aliquote diverse in base alla tipologia di utilizzo (civile o industriale) e a seconda del luogo geografico dell'utenza del cliente finale. Sono altresì previste agevolazioni con aliquote ridotte o esenzioni sia per i clienti privati (utenti domestici) che per le imprese.

In base alla quantità di metri cubi di gas viene applicata l'accisa secondo il Decreto Legislativo 26/10/1995 n. 504 ("Testo Unico delle Accise").

L'applicazione delle aliquote viene differenziata in funzione della tipologia di utilizzo del gas metano per due categorie: civile oppure industriale.

Le addizionali regionali, sono invece state introdotte dalla legge 14/06/1990 n. 158 e successivo Decreto Legislativo 21/12/1990 n. 398 e hanno le aliquote diverse a seconda della Regione dove si trova la fornitura. In modo identico alle accise, le addizionali vengono pagate in base al consumo di gas. Le Regioni a statuto speciali non applicano tali addizionali come anche la Regione Lombardia ha deciso di non applicarla. Altre regioni invece come Liguria e Abruzzo, hanno aliquote diverse in funzione della zona climatica in cui si trova l'abitazione.

L'IVA, è stata stabilita con il D.P.R 26/10/1972 n.633 (e successive modifiche e integrazioni) e si applica invece al valore del bene, ossia al costo totale della bolletta del gas, comprensiva di tutte le componenti ed anche dell'accisa. In maniera analoga all'accisa anche l'aliquota IVA viene differenziata in base al tipo di fornitura: usi domestici e altri usi.

Premesso che per quanto riguarda il gas metano impiegato in usi civili, si applica l'aliquota ridotta al 10% solo ai primi 480 metri cubi all'anno. (per usi civili si intendono le tipologie di utilizzo diverse da quelle industriali come le utenze domestiche). Dal D.P.R n. 633 citato precedentemente, nella tabella A, parte III, viene disposta un'aliquota IVA del 10% sul gas metano anche alle forniture per usi industriali nei casi elencati di seguito:

  • Imprese estrattive e manifatturiere, comprese quelle poligrafiche, editoriali e simili
  • Aziende agricole
  • Imprese che impiegano gas per la produzione di energia elettrica
  • Imprese che usano gas in centrali di cogenerazione (produzione combinata di elettricità e calore)

Anche in questo caso, come nelle forniture di energia elettrica, esistono casi particolari nei quali le forniture non pagano l'IVA sul gas e sono elencate nella tabella sottostante. 

  • Esportatori abituali: operatori economici che effettuano operazioni superiori al 10% del volume d'affari nell'anno precedente
  • Rappresentanze diplomatiche
  • Comandi militari degli Stati della NATO (in base ad accordi specifici)
  • Forniture dello Stato della Città del Vaticano e della Repubblica di San Marino

Per quanto concerne il settore del gas, il livello delle tasse risulta più elevato rispetto all'energia elettrica e purtroppo il costo finale, tasse comprese, è tra i più alti a livello europeo. Per questo motivo sono state introdotte delle riduzioni dell'accisa e dell'addizionale regionale che consistono in un'imposta minore rispetto a quella ordinaria. Riportiamo pertanto di seguito i casi in cui viene applicata tale riduzione:

  • Attività industriali che producono beni e servizi: artigianali, agricole, alberghiere, di ristorazione, di distribuzione commerciale, forni per il pane, produzione di energia elettrica e la cogenerazione
  • Impianti sportivi adibiti ad attività dilettantistiche senza fine di lucro
  • Attività ricettive svolte da istituzioni per assistenza a disabili, orfani, anziani e indigenti e comunità di recupero di tossicodipendenza dove vengono svolti lavori
  • Attività svolte in case di cura, qualificabili come imprese industriali (art. 2195 Codice Civile)
  • Forze Armate Nazionali per quanto riguarda l'accisa, esenti dall'addizionale regionale
  • Usi Istituzionali delle Forze Armate dei Paesi della Nato
  • Rappresentanze diplomatiche o consolari
  • Organizzazioni internazionali riconosciute
  • Stati ed Organizzazioni Internazionali nei cui confronti, sulla base di accordi viene concessa anche l'esenzione IVA

 

La Regione solamente negli ultimi quattro casi riportati in tabella, può decidere di applicare un'imposta sostitutiva. L'esclusione significa che l'azienda non è soggetta alla tassazione, nella tabella seguente sono indicati i casi di esclusione.

Tali agevolazioni sono rivolte a imprese che utilizzano il gas :

  • per la riduzione chimica
  • nei processi elettrolitici o metallurgici
  • nei processi mineralogici

(classificati DI 26 e DJ 27 - classificazione ATECO)

Un caso particolare di agevolazione sull’accisa riguarda la cogenerazione che impiega come combustibile primario il gas metano ed è una tecnologia che consente di ottenere un'elevata efficienza energetica. In origine veniva applicata in grandi impianti, anche se negli anni, con i progressi della tecnologia si sta diffondendo anche in utenze con potenze termiche basse, di qualche decina di kW. Nella cogenerazione quindi l'agevolazione sulle accise, permette una riduzione anche superiore rispetto all'aliquota agevolata prevista per gli usi termici (produzione di energia).

In conclusione se la tua impresa ha diritto all'applicazione agevolata delle aliquote, devi inviare un’apposita dichiarazione scritta al tuo fornitore, dopo aver ottenuto l'attivazione della fornitura. In tale dichiarazione il cliente conferma, sotto la propria responsabilità, che è in possesso dei requisiti essenziali per averne diritto.



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ERRECI s.r.l. si impegna nel continuo lavoro di aggiornamento dei contenuti di queste pagine. Peraltro si ricorda ai lettori che il contenuto esiste unicamente a scopo informativo e non ha natura di comunicazione ufficiale. Qualora uno qualsiasi dei testi, informazioni, dati pubblicati e collegamenti ad altri siti Web risultino errati, incompleti o non aggiornati ERRECI s.r.l. non sarà responsabile per errori o omissioni di alcun tipo o per qualsiasi danno diretto, indiretto o accidentale che possa derivare dall'accesso o dall'uso di informazioni pubblicate sul sito Web oppure dall'accesso o dall'uso di qualsiasi materiale trovato in altri siti Web. Per verifiche ed approfondimenti si rimanda al sito web dell'Autorità di regolazione http://www.arera.it.

Il condominio può avere a seconda dei casi, solo l'utenza dell'energia elettrica oppure anche quella del gas. La corrente sarà necessaria per l'illuminazione, per l'ascensore, se presente, e per le altre eventuali apparecchiature elettriche, come pompe per l'acqua ecc...

Il contatore del gas condominiale è presente invece quando il sistema di riscaldamento è centralizzato; in questo caso c'è un'unica caldaia che serve tutti gli appartamenti del complesso. La spesa del consumo di gas totale viene poi ripartita in base alle tabelle millesimali ed in caso, anche al consumo realmente effettuato, misurato attraverso i vari ripartitori posizionati sulle valvole di ogni termosifone. (per la fine del 2016 sono obbligatori nei condomini).

Nel caso di un'utenza del condominio la tariffa dell'energia elettrica avrà la tipologia chiamata BTA, (altri usi in bassa tensione). La potenza impegnata varierà quindi in base alle apparecchiature elettriche presenti. Ad esempio per un'utenza condominiale con un ascensore, la potenza può arrivare anche a 16 kW (in trifase con tensione pari a 380 V).

Per quanto concerne il gas l'utenza sarà di tipo "condominio uso domestico" .

Il contratto di fornitura va intestato al condominio, e per questo motivo, dovrebbe avere un Codice Fiscale o una partita IVA che lo identifichi. Capita però nelle situazioni dove ci sono pochi condomini che l'utenza è intestata ad uno degli inquilini che se ne assume la responsabilità. Il Condominio pertanto anche se non è dotato di personalità giuridica, deve come stabilito dalla legge essere titolare di un Codice Fiscale (o partita IVA), utile all’intestazione delle bollette delle forniture di gas metano e corrente elettrica.

Il contratto della luce e del gas che riguarda un immobile, nella quasi totalità dei casi, viene gestito personalmente dall'amministratore del condominio. I fornitori presentano in genere offerte luce e gas dedicate esclusivamente per i proprietari di interi stabili o per gli amministratori di condominio stessi.

A seconda delle esigenze, come per le normali utenze domestiche, è possibile scegliere l'offerta in base a:

  • il prezzo dell'energia elettrica e il prezzo del gas: bloccato o flessibile
  • le modalità di pagamento: domiciliazione bancaria, bonifico o bollettino
  • la fatturazione: cartacea oppure online, periodicità della stessa
  • possibilità o meno di consumare energia verde da fonti rinnovabili
  • l'assistenza clienti: canali a disposizione, orari di apertura, consulente dedicato...
  • servizi aggiuntivi: assistenza dedicata, area clienti dedicata, ecc...

La richiesta di attivazione è uguale a quella di un singolo cliente, tuttavia saranno fondamentali i dati del condominio e del rappresentante dello stesso, che, nella maggior parte dei casi, combacia con l'amministratore. Sarà quindi necessario comunicare al proprio fornitore:

  • Indirizzo di fornitura
  • Dati del condominio: certificato attribuzione del codice fiscale o partita IVA
  • Dati e documento d'identità del rappresentante legale (amministratore)
  • Codice POD o numero cliente (utenza luce) o codice PDR o matricola contatore (utenza gas), se i contatori sono presenti
  • Dichiarazione del rappresentante ai fini dell'applicazione del regime IVA o accisa agevolato (se le abitazioni non sono impiegate per attività commerciali o ad uso ufficio)

Qualora non ci sia l'amministratore di condominio, dovrebbe essere sempre previsto un referente. In altre parole la riforma del condominio prevede comunque una persona che svolga le funzioni analoghe a quelle dell'amministratore. Ad esempio, un condomino che accetti volontariamente (e gratuitamente) le incombenze e le responsabilità della gestione del condominio.

Il codice fiscale deve esserci anche qualora siano presenti fino a 8 unità abitative. La riforma del condominio ha infatti aumentato da 4 a 8, il numero minimo di condomini necessari alla nomina obbligatoria dell'amministratore. Nel caso invece di condominio minimo, qualora non sia soddisfatto il requisito precedentemente indicato, non vi è l'obbligo della nomina dell'amministratore e di un conto corrente condominiale. Tuttavia non svaniscono gli obblighi, anche fiscali, del condominio stesso.

Il codice fiscale resta obbligatorio quindi, anche in assenza dell'amministratore, quando risulta indispensabile in uno dei seguenti casi:

  • intestazione della fornitura di luce o gas,
  • pagamento di ritenute d'acconto,
  • presentazione modello 770 per la dichiarazione dei redditi,
  • tutte le prestazioni eseguite per il condominio, con emissione di fattura

Il codice fiscale può altresì risultare necessario anche per altre pratiche di vario genere. Anche se recentemente, con la circolare n.3/E del 2 marzo 2016, l'Agenzia ha eliminato l'obbligo del codice fiscale per i condomini minimi che vogliono beneficiare delle detrazioni.

Rimane anche da considerare che qualora il condominio dovesse esercitare un'attività commerciale, lo stesso dovrà richiedere la partita IVA; anche il condominio che non esercita un’attività commerciale rilevante ai fini dell’IVA, deve in ogni caso richiedere il codice fiscale ad un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate (soggetti diversi dalle persone fisiche non titolari di partita IVA).

Per le utenze di luce e gas per il condominio, vi sono le stesse agevolazioni fiscali sull'aliquota IVA applicate ai clienti domestici, che come tali hanno una riduzione fiscale. Le bollette per un condominio ad uso domestico di luce e gas (uso centralizzato condominiale) prevedono quindi le agevolazioni elencate di seguito:

  • Bolletta della luce del condominio:
    • IVA al 10%
    • Imposta erariale (accise) come qualsiasi utenza BTA (altri usi in bassa tensione)
  • Bolletta del gas del condominio:
    • IVA al 10% fino a 480 mc annui per tutti gli appartamenti (sopra questo limite viene applicata l’aliquota ordinaria) Le abitazioni che hanno un proprio contatore autonomo di gas metano come combustibile per usi civili sono da escludere.
    • aliquota accisa e addizionale regionale agevolata (analogo alle utenze domestiche)


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ERRECI s.r.l. si impegna nel continuo lavoro di aggiornamento dei contenuti di queste pagine. Peraltro si ricorda ai lettori che il contenuto esiste unicamente a scopo informativo e non ha natura di comunicazione ufficiale. Qualora uno qualsiasi dei testi, informazioni, dati pubblicati e collegamenti ad altri siti Web risultino errati, incompleti o non aggiornati ERRECI s.r.l. non sarà responsabile per errori o omissioni di alcun tipo o per qualsiasi danno diretto, indiretto o accidentale che possa derivare dall'accesso o dall'uso di informazioni pubblicate sul sito Web oppure dall'accesso o dall'uso di qualsiasi materiale trovato in altri siti Web. Per verifiche ed approfondimenti si rimanda al sito web dell'Autorità di regolazione http://www.arera.it.

In questo capitolo analizzeremo le varie tipologie di contatore della luce ed ogni altra informazione utile riferita alla gestione del contatore.

Il contatore è il dispositivo che serve a quantificare il flusso di energia elettrica che viene sfruttata dal cliente finale. Grazie ad un meccanismo a ruote decadiche per i vecchi contatori o ad un display digitale per i nuovi, esso fornisce informazioni precise sulla quantità di energia elettrica consumata, oltre ad altri dati relativi alla fornitura. 

I contatori elettromeccanici sono i primi ad essere stati installati. Utilizzano un dispositivo meccanico per conteggiare il consumo: Il funzionamento è garantito da un disco metallico mosso dalla corrente e che ha una velocità proporzionale alla potenza impegnata. Ogni giro del disco rileva e registra una quantitá di elettricità consumata. Ovvero, se il contatore elettrico è impostato a 1 KWh ogni giro, questo significa che l’intera rotazione del disco ha registrato un consumo di 1 KWh. Il contatore registra quanti giri fa il disco grazie ai cilindri di 9 numeri che, girando, mostrano l’indice di consumo.

Il contatore elettronico, ha sostituito il vecchio contatore meccanico, che ha cambiato completamente il rapporto fornitore-cliente con il sistema della telegestione, che permette di gestire il rapporto di fornitura a distanza con semplicità e sicurezza, in quanto le letture vengono trasmesse in automatico ai rispettivi distributori locali. Con i nuovi apparecchi ormai presenti in quasi tutte le abitazioni è possibile eseguire molte operazioni da remoto, come l’attivazione del contatore o l’aumento della potenza impegnata con un semplice comando che parte da una centralina a distanza.Il contatore elettronico è anche più semplice da utilizzare e comprendere rispetto al vecchio contatore meccanico; permette inoltre di effettuare una serie di operazioni che inizialmente, con il contatore meccanico, non erano possibili, come ad esempio distinguere il consumo in base alle 3 fasce orarie: F1, F2 e F3. Per le utenze domestiche standard si richiede generalmente una potenza pari a 3 kW, tuttavia è possibile anche aumentare la potenza qualora il contatore dovesse scattare troppo spesso. Per potenze più elevate viene installato un contatore elettrico trifase, simile al modello monofase.

Il contatore della luce è di proprietà del distributore (che può essere ad esempio e-distribuzione o Unareti), ovvero colui che consegna al cliente finale l’energia elettrica, attraverso le reti di distribuzione a media e poi a bassa tensione. Il distributore è il gestore della rete di distribuzione e dei contatori, per cui il distributore locale è colui che deve essere contattato in caso di guasti all’impianto. E’ possibile trovare il distributore della propria zona anche sul sito dell’Autorità ARERA

Il distributore si occupa della parte tecnica relativa alla gestione della rete e dell'attivazione stessa, anche se il cliente finale deve contattare il  fornitore con il quale ha il contratto di fornitura per qualsiasi operazione; ad eccezione dei guasti o di un'emergenza. Il numero verde del pronto intervento della società di distribuzione, in caso di bisogno è riportato anche sulla fattura del tuo fornitore.

Per agevolare la comprensione della lettura del contatore elettronico prendiamo come esempio un contatore fornito da e-distribuzione (ex Enel Distribuzione), che rimane il più diffuso sul territorio. Le sue funzioni sono molto simili ad altri contatori elettronici distribuiti da altre società. 

Il contatore elettronico è dotato di un display nella parte frontale. Alla destra del display si trova il pulsante di lettura. Premendo il tasto di lettura del contatore più volte, è possibile visionare tutte le informazioni utili relative ai tuoi consumi. Riportiamo di seguito tutte le informazioni che trovate in sequenza:

  • Numero cliente di 9 cifre che identifica l'utenza;
  • Fascia oraria entro la quale ci si sta rifornendo al momento della lettura;
  • Potenza istantanea assorbita in kW (alcuni contatori non la mostrano);
  • La lettura dei consumi nelle tre fasce orarie (A1, A2 e A3 oppure F1, F2 e F3) e della potenza massima registrate dal contatore (P1, P2 e P3);
  • La lettura dei consumi e la potenza massima sono visualizzate due volte, una registrazione è del periodo di fatturazione corrente mentre l'altra è relativa al periodo di fatturazione precedente;
  • Data e ora;

Nello schema seguente riportiamo le fasce orarie di consumo con i relativi giorni e orari di riferimento

 

F1 (ore di punta) Da lunedì a venerdì dalle 8.00 alle 19.00, escluse festività nazionali
F2 (ore intermedie) Da lunedì a venerdì dalle 7.00 alle 8.00 e dalle 19.00 alle 23.00; sabato dalle 7.00 alle 23.00, escluse festività nazionali
F3 (ore fuori punta) Da lunedì a sabato dalle 23.00 alle 7.00 e la domenica e i festivi tutta la giornata

La potenza istantanea rileva la potenza utilizzata dai singoli apparecchi e permette di acquisire una maggiore comprensione dei propri consumi. Il valore massimo dell’assorbimento in kW indica la  massima potenza istantanea assorbita, indipendentemente dalla fascia oraria. Tali valori si aggiornano automaticamente ogni due minuti. Grazie alla sua funzionalità, il contatore elettronico permette di controllare i propri consumi e sapere quanta energia sia stata effettivamente consumata.

A sinistra del display del contatore gestito da e-distribuzione, ci sono due luci rosse (due led) che danno informazioni sul consumo di energia elettrica. Quando le luci lampeggiano questo significa che il contatore è attivo e in quel momento avviene consumo di energia elettrica. Qualora invece le luci rosse siano accese in modo fisso, vuol dire che non c'è consumo di energia elettrica da almeno 20 minuti. Sotto il pulsante è presente anche un altro tondino, che corrisponde all'interfaccia ottica, utilizzata solo dai tecnici della distribuzione per programmare il contatore o verificarne il funzionamento.

Il contatore elettronico ha inoltre a disposizione un interruttore generale che serve per interrompere o attivare il flusso di energia elettrica. Questa levetta è quella che bisogna azionare se scatta il contatore e se superiamo la potenza disponibile. Se il cliente ha dei precedenti insoluti con il fornitore, quest’ultimo potrà chiedere la sospensione della fornitura e quindi, dopo una prima riduzione di potenza potrà chiudere la fornitura e non sarà più possibile sollevare la levetta del contatore. Nella targa con i dati tecnici, sotto al display viene riportato il numero di matricola del contatore.

Il POD è tecnicamente il Punto di Prelievo (Point Of Delivery). E’ un codice alfanumerico (composto da 14 o 15 caratteri) che in Italia inizia sempre con “IT” e identifica in modo certo il punto di prelievo, ovvero il punto fisico in cui l’energia viene consegnata dal venditore e prelevata dal cliente finale. Tale codice non cambia anche se si dovesse cambiare venditore.

Nella fattura il codice POD si trova di solito nella prima pagina. 

Il Numero Cliente, nella maggior parte dei contatori, è il numero che compare premendo più volte il pulsante. Il codice POD per esteso si visualizza solamente sul display di alcuni modelli ma spesso è possibile risalire al POD dal Numero Cliente riportato sul contatore. 

Se il cliente vuole richiedere una voltura o un subentro è importante comunque che riesca a recuperare una vecchia bolletta dell’inquilino precedente. Qualora non si disponga di una vecchia bolletta alcune societá di vendita consentono l'attivazione del contatore anche solo con il numero cliente presente sul display del contatore.

Il POD e il numero cliente devono essere comunicati in tutti i casi in cui si voglia stipulare un nuovo contratto di fornitura, per un subentro e anche per una voltura. In questi casi, i codici vanno comunicati direttamente al tuo fornitore, per l’individuazione del contatore.

N.B. Attenzione a non confondere il codice cliente che troviamo sulla bolletta con il numero cliente presente sul contatore. Il numero cliente che troviamo in bolletta infatti che può essere chiamato anche codice utente o codice cliente, è un numero di riferimento dell'utenza, specifico del proprio fornitore, che viene usato nel loro sistema di dati interno.  ed è importante per tutte le comunicazioni tra il cliente e il fornitore stesso perché gli permette di identificarti.

La telegestione è un sistema di tecnologia avanzata costituito da una serie di dispositivi elettronici interconnessi, incluso un contatore elettronico, che consente la comunicazione bidirezionale tra i contatori installati dal cliente e il centro di gestione. ll sistema permette di gestire e monitorare in maniera puntuale i consumi degli utenti domestici anche con la trasmissione automatica delle letture. L’insieme delle operazioni di tale gestione è in carico al distributore, che nel 90% del territorio italiano è e-distribuzione (ex Enel Distribuzione), da non confondere con le società di vendita Enel Energia ed Enel Servizio Elettrico. Il sistema del telegestore è composto dai seguenti elementi:

  • Contatore elettronico: l'apparecchio che viene utilizzato per misurare i consumi di energia elettrica di ogni utente finale.
  • Aggregatore: l'apparecchio collocato nelle cabine di trasformazione di media e bassa tensione che serve a raccogliere i dati forniti dai contatori elettronici ad esso collegati.
  • Sistema centrale: il centro remoto di controllo di gestione informatica, dal quale si gestiscono tutti i contatori collegati alla rete elettrica.

La telegestione è alla base dello sviluppo della smart grid, una rete elettrica intelligente simile ad internet, alla quale tutti accedono prelevando oppure fornendo energia prodotta in proprio, ad esempio con un impianto fotovoltaico. Una smart grid è in grado quindi di mettere in comunicazione produttori e consumatori per poter soddisfare le esigenze di consumo e di produzione con flessibilità. Si sta inoltre lavorando alla progettazione di contatori che possano garantire la massima sicurezza informatica (cybersecurity), in modo che vengano protetti anche i dati dei clienti. 

In caso di un effettivo guasto al contatore, il cliente deve chiamare il numero del pronto intervento del distributore locale. Tale contatto è riportato sulla bolletta o in alternativa è possibile trovare il distributore della propria zona sul sito dell’Autorità ARERA. Prima di segnalare un guasto, chiedi una consulenza ad un elettricista o verifica che non ci siano stati degli insoluti relativi a precedenti bollette sollecitate; perché in quel caso il tuo fornitore avrà provveduto a sospendere il servizio. Ricorda che il distributore può essere contattato dal cliente solo in caso di reali guasti perché, nel caso in cui il contatore funzionasse correttamente, gli verrebbero attribuiti i costi legati alla verifica. Quindi in tal caso, dopo aver riscontrato il corretto funzionamento del contatore, il costo a carico del cliente sarà pari a  un contributo di 49,70 €, salvo aggiornamenti delle tariffe.

Il cliente può altresì contattare il proprio fornitore. La società di vendita a sua volta trasmetterà la richiesta al distributore locale, proprietario del contatore.

Una volta ricevuta la richiesta di verifica, dal venditore o dal cliente stesso, il distributore avrà 15 giorni per effettuare un controllo al contatore e risolvere il guasto. Se il suddetto controllo dovesse avvenire oltre il termine stabilito per responsabilità del distributore, il cliente riceverà un indennizzo automatico di 35 € per le verifiche realizzate entro 30 giorni dalla richiesta, di 70 € entro 45 giorni e di 105 € oltre 45 giorni. (salvo aggiornamenti dei corrispettivi) 

Il cliente dopo un guasto dovrà richiedere in prima persona al distributore il ripristino della fornitura interrotta e quest’ultimo avrà 3 ore di tempo per risolvere la problematica, se la richiesta è avvenuta di giorno, e 4 ore se è stata inviata di sera o di notte. Anche in questo caso, è previsto un indennizzo se il ripristino dovesse essere effettuato in ritardo. Il rimborso sarà di 35 € entro il doppio del tempo e di 70 € entro il triplo del tempo previsto (salvo aggiornamenti dei corrispettivi).

Un’utenza domestica residente ha solitamente una potenza pari a 3 kW. Ma qualora in casa fossero presenti elettrodomestici energivori, come una caldaia elettrica, forno elettrico, piastre a induzione, lavatrice, ecc. potrebbe non essere sufficiente una potenza di 3 kW. 

La potenza del contatore è un dato fondamentale della fornitura. Si misura in chilowatt (kW) ed è indicata nella propria fattura, in genere nella prima o nella seconda pagina, nella sezione "Tipologia di contratto" oppure nei "dati tecnici". Nella bolletta di ERRECI trovi l’indicazione proprio nel riquadro dei dati tecnici dove viene indicata sia la potenza contrattuale impegnata sia la potenza disponibile che è pari al 10% in più rispetto a quella impegnata.

Qualora non fossi in possesso di una bolletta della luce perché magari stai traslocando in una nuova casa, è possibile fare una stima della potenza che può essere necessaria in base alle caratteristiche dell'abitazione. La potenza impegnata è stabilita alla stipula del contratto di fornitura di energia elettrica e bisogna stimarla in funzione degli elettrodomestici presenti in casa.

La scelta della potenza per il contatore domestico non è più limitata a soli quattro scaglioni (1,5 kW - 3 kW - 4,5 kW - 6 kW) come in passato; infatti il cliente finale può scegliere tra un maggior numero di livelli di potenza con aumenti di valore ogni 0,5 kW.

Per valori superiori ai 6 kW l'utenza viene attivata generalmente in trifase ed i limiti degli scaglioni procedono con aumenti di 1 kW. Infatti spesso con l'installazione di una pompa di calore aria/acqua per il riscaldamento domestico, è necessaria una fornitura trifase; poiché tale tecnologia necessita di potenze più elevate. In ogni caso è il distributore che detta le condizioni per i nuovi allacciamenti, limitando a volte la potenza massima impegnata.

Riportiamo di seguito uno schema indicativo che riassume la potenza in kW necessaria per la propria abitazione. E’ altresì implicito che la consulenza di un elettricista sia il modo migliore per richiedere al proprio fornitore la potenza necessaria alle proprie esigenze.

Abitazione Potenza consigliata
Piccole abitazioni sprovviste degli elettrodomestici comuni: rustico dotato di frigorifero e illuminazione 1,5 kW
Molte delle utenze domestiche, ovvero un’abitazione tipo di circa 100 m² con 3/4 persone, dotata di elettrodomestici di base. 3 kW
Qualora vi sia la presenza di condizionatori, congelatore, scaldabagno in una casa di circa 120 m² con 3/4 persone. 4,5 kW
Grandi abitazioni con apparecchiature elettriche come asciugatrice, cucina elettrica, pompa di calore ed elettrodomestici di base. 6 kW
Casi particolari con apparecchiature elettriche specifiche: presenza di piscine riscaldate o di macchinari energivori oltre 6 kW

Ricordiamo che il costo fisso della quota potenza in bolletta è salvo aggiornamenti pari a 21,48 €/kW/anno per tutti gli utenti, che siano essi residenti o non residenti. Tale spesa si trova in fattura, alla voce trasporto e gestione del contatore.

Per effettuare la richiesta di spostamento contatore il cliente deve necessariamente rivolgersi al distributore essendo il gestore della rete, nel caso in cui non vi sia un regolare contratto di fornitura di energia. Se invece il cliente ha un contratto attivo di energia elettrica, potrà rivolgersi direttamente al suo fornitore, che una volta trasmessa la richiesta trasmetterà il relativo preventivo con i costi da sostenere.

Le tempistiche di tutti i passaggi, dall'invio della pratica fino alla realizzazione dei lavori di spostamento del contatore, sono regolate dall'Autorità. Una volta trasmessa la richiesta, il fornitore ha tempo 2 giorni per poter inviare la richiesta al distributore, il quale manderà un tecnico a fare il sopralluogo. Il distributore avrà a sua volta tempo 20 giorni lavorativi per inviare il preventivo per lo spostamento del contatore. Per accettare il preventivo, il cliente può trasmettere al fornitore una copia del preventivo firmato pagando direttamente l’ammontare dei costi del preventivo. Una volta accettato il preventivo e saldato l’importo il distributore avrà 15 giorni di tempo per realizzare lavori semplici e 60 per lavori complessi.



I contenuti pubblicati nelle presenti guide sono liberamente rielaborati e reperiti online su portali d’informazione come arera.it, servizioelettriconazionale.it, ed i principali organi d'informazione giornalistici.

ERRECI s.r.l. si impegna nel continuo lavoro di aggiornamento dei contenuti di queste pagine. Peraltro si ricorda ai lettori che il contenuto esiste unicamente a scopo informativo e non ha natura di comunicazione ufficiale. Qualora uno qualsiasi dei testi, informazioni, dati pubblicati e collegamenti ad altri siti Web risultino errati, incompleti o non aggiornati ERRECI s.r.l. non sarà responsabile per errori o omissioni di alcun tipo o per qualsiasi danno diretto, indiretto o accidentale che possa derivare dall'accesso o dall'uso di informazioni pubblicate sul sito Web oppure dall'accesso o dall'uso di qualsiasi materiale trovato in altri siti Web. Per verifiche ed approfondimenti si rimanda al sito web dell'Autorità di regolazione http://www.arera.it.

In questo capitolo vedremo come fare la lettura del vecchio contatore e del display di quello elettronico, dove si trova il numero di matricola e il codice PDR, come richiedere lo spostamento o l’attivazione e cosa succede al contatore in caso di trasloco o di cambio di fornitore.

Il modello di contatore per la misurazione del gas metano, che sta progressivamente scomparendo per la sostituzione dei più moderni contatori elettronici era del tipo a membrana, chiamato anche a pareti deformabili.


Il funzionamento dello stesso era, ed è basato per coloro che avessero ancora tale contatore, sul movimento alternato di due camere interne che, grazie a questo movimento alternato, permettono al quadrante di aggiornare il consumo di gas. Quindi ogni volta che le camere si riempiono e si svuotano registrano una precisa quantità di gas naturale riportando la quantità consumata sul display. Per portate di gas maggiori, esistono anche contatori a pistoni rotanti e a turbina. Le varie tipologie di contatori vengono distinte sulla base della capacità di misurazione massima, chiamata anche calibro o portata.

Per quanto riguarda il contatore gas elettronico la principale differenza è la presenza del display digitale.

L’operatività dei recenti contatori è simile a quelli più vecchi, con la principale differenza che i consumi vengono registrati ed indicati su un display digitale, che permette anche di visualizzare altre informazioni utili. In diversi apparecchi è presente anche un'elettrovalvola che intercetta il flusso di gas e che può essere comandata a distanza.

Tra i vantaggi di questi contatori riportiamo:

  • telecontrollo da remoto
  • telelettura a distanza
  • misurazione più precisa e affidabile
  • display elettronico con varie informazioni a disposizione del cliente

Il principale beneficio per i clienti sarà la lettura dei consumi che avverrà da remoto, rendendo superfluo il passaggio del tecnico letturista a casa e la comunicazione periodica della lettura da parte del cliente.

I contatori riescono a misurare il volume di gas che passa nell'apparecchio stesso, alle condizioni di temperatura e pressione in cui si trova. Gli apparecchi consentono quindi di sapere esattamente quanti metri cubi di gas sono stati consumati dall'utente. Alcuni contatori di gas moderni, soprattutto quelli più grandi, vengono dotati di un correttore volumetrico, in particolar modo quando i consumi sono molto elevati. In questi casi si applicano specifiche sonde di pressione e di temperatura che convertono il volume misurato nelle condizioni standard. Quindi in questo caso il consumo viene misurato in standard metri cubi (Smc), come stabilito dall'Autorità con la Delibera 159/08 e s.m.i. In fattura potrebbero essere riportati i metri cubi misurati dal contatore (mc) che andranno poi moltiplicati per il coefficiente C (che varia in base all’ubicazione geografica del contatore), allo scopo di ottenere il numero di metri cubi standard (Smc).

Il distributore locale è il proprietario del contatore del gas, così come quello dell'energia elettrica. Il distributore è anche il soggetto incaricato di portare il gas nell'ultimo tratto della filiera fino a casa tua e gestisce anche tutti i contatori ad esso collegati. In Italia ci sono molte società di distribuzione, le principali sono: 2i Rete Gas, Inrete (gruppo Hera), Ireti (gruppo Iren) e Unareti (gruppo A2A). Il tuo distributore locale è sempre il medesimo anche se passi ad un altro fornitore di gas; dopo la liberalizzazione del mercato infatti le due attività, distribuzione e vendita, sono state separate.

La lettura del contatore del gas viene sempre effettuata dal distributore locale, che poi comunica i dati al fornitore per la fatturazione. Questo avviene in determinati periodi durante l’anno, ed è quindi importante che anche il cliente comunichi le letture del proprio contatore qualora lo stesso non sia elettronico o non sia ancora stato attivato il servizio di telelettura. 

Il cliente deve contattare il distributore qualora vi sia una perdita di gas oppure un guasto al contatore. Il distributore può essere contattato direttamente dal cliente anche nel caso di operazioni da effettuare sul contatore (spostamento, verifica...) solo se questo è chiuso e non c'è un contratto in essere. Se invece l'utenza è attiva, il cliente deve rivolgersi al suo fornitore.

La lettura regolare del contatore del gas come già accennato, viene effettuata dal distributore locale, che gestisce il contatore. Per i clienti domestici, la lettura deve essere rilevata almeno una volta all'anno. In particolare la cadenza è così rilevata:

  • minimo 1 volta all’anno, per i consumi fino a 500 Smc/anno
  • minimo 1 volta ogni 6 mesi, per i consumi compresi tra 501 e 5.000 Smc/anno
  • 1 volta al mese, per i consumi superiori a 5.000 Smc/anno (esclusi i mesi in cui il consumo storico è inferiore del 90% rispetto a quello medio mensile)

Esistono 3 tipologie di letture del contatore del gas:

  • L'autolettura che viene effettuata dal cliente per tenere aggiornata la bolletta con i consumi reali
  • La lettura rilevata dal distributore che poi viene comunicata al fornitore per l'emissione della bolletta
  • La lettura stimata che in assenza di lettura effettiva viene calcolata sulla base dei consumi storici del cliente o del presunto consumo in base a quanto dichiarato dal cliente.

Quando la lettura non viene acquisita dal distributore locale il fornitore è costretto a fatturare la bolletta con la lettura stimata, calcolandola in base ai consumi storici precedenti. In seguito, quando è disponibile la lettura reale, viene emessa una bolletta di conguaglio per calcolare la differenza tra i consumi stimati ed effettivi.

Nel contatore meccanico il consumo di gas è visibile dai numeri che ruotano sul quadrante nero. Per la lettura dovrai comunicare solamente le cifre a sinistra della virgola, senza gli zeri iniziali. Le cifre dopo la virgola ruotano più velocemente e non contano ai fini della lettura. A volte i decimali sono rossi, come puoi vedere nell'immagine qui sotto.

Per effettuare l'autolettura del contatore del gas elettronico (un esempio riportato nell’immagine successiva) bisogna premere il pulsante per visualizzare il consumo in m3

Il display è generalmente spento e per attivarlo basta premere il pulsante accanto. In base ai vari modelli dovrai azionare diverse volte il pulsante fino a che non sarà visibile il consumo di gas espresso in metri cubi (m3). In alcuni casi se sono presenti più pulsanti, quello da premere per accendere il display è il verde (tasto centrale nella foto riportata come esempio).

Anche nel contatore elettronico per l'autolettura sarà necessario comunicare solo le cifre prima della virgola, senza i decimali; qualora non siano state trasmesse in automatico con il servizio di telelettura o qualora non sia stato ancora attivato dal distributore il servizio stesso.

L'autolettura deve essere trasmessa in una finestra temporale precisa, prima dell'emissione della fattura da parte del fornitore. La maggior parte dei fornitori rendono disponibili diversi canali per inviare l'autolettura e sono sempre indicati in fattura; controlla quindi sulla tua bolletta del gas quando e come è possibile comunicare l’autolettura. I nostri riferimenti sono indicati nella prima pagina della fattura (Con ERRECI hai tempo dal 25 fino all’ultimo giorno del mese per indicarci i numeri del tuo contatore).

Il PDR è l'acronimo di punto di riconsegna e identifica il punto di fornitura.

Questo codice corrisponde alla posizione fisica del tuo contatore del gas e viene assegnato a quella utenza al momento dell'allacciamento alla rete nazionale che trasporta il metano. Questo codice, qualora dovesse cambiare il nome dell'intestatario dell'utenza o il fornitore, è sempre lo stesso e non cambia mai, perché non identifica la persona ma la posizione geografica.

Il PDR è sempre composto da 14 cifre: le prime 4 determinano il distributore locale, mentre le altre il codice relativo all'utente. Ricorda che il PDR è sempre riportato nella bolletta del gas o sul display del contatore, se questo è elettronico. Qualora sia necessario sottoscrivere un nuovo contratto di fornitura, per un subentro o una voltura, oppure per un cambio di fornitore, dovrai indicare il codice PDR. 

Per i contatori elettronici è possibile visionare il PDR sul display, premendo semplicemente il pulsante.Se non hai una bolletta dell'utenza o non puoi visionare sul display il codice PDR, allora l'unica soluzione è inviare una richiesta scritta, al tuo distributore locale.

E’ possibile altresì attivare il contatore del gas solo comunicando al proprio fornitore la matricola del contatore. 

Ogni contatore è riconosciuto grazie a un numero che si chiama matricola. Questo è il codice univoco che identifica il tuo contatore ed è definito dal produttore del misuratore. Ogni contatore ha una matricola diversa che ha di solito da 6 a 8 cifre, in base ai vari modelli ed è sempre segnata sul contatore.

La matricola del contatore del gas è indicata sull'apparecchio stesso, nei dati di targa. Di seguito abbiamo riportato alcuni esempi di contatori dove puoi vedere dove è segnato il numero di matricola a seconda del modello di contatore.

Esempio 1. Il numero di Matricola è preceduto da No. ed è riportato anche sotto il codice a barre

  1. Il numero di Matricola è preceduto da No.

Esempio 2. Il numero di matricola è indicato sotto la lettura ed è seguito dall’anno di installazione

Il numero di matricola è indicato sotto la lettura

Esempio 3. Il numero di matricola è indicato solo sotto il codice a barre in alto a destra

Il numero di matricola è indicato sotto il codice a barre

Esempio 4. Il numero di matricola è preceduto da Nr. o No. sotto il consumo

Il numero di matricola è preceduto da Nr. o No.

Esempio 5. Il numero di matricola del contatore elettronico

Nei modelli elettronici il numero di matricola potrebbe essere preceduto da 3 o 4 lettere.

La matricola del contatore della SAMGAS e di 2i Rete Gas

Puoi trovare la matricola anche sulla bolletta del gas, nel riquadro dove sono indicati i dati o caratteristiche della fornitura. Alcuni venditori riportano la dicitura "Numero di contatore" mentre altri riportano proprio Matricola contatore.

Esistono sul mercato molte tipologie di contatori che si distinguono in varie classi, contraddistinte dalla lettera G, in funzione della portata del dispositivo.

La portata volumetrica indica proprio la quantità di gas che passa attraverso il contatore in un'unità di tempo stabilita e viene misurata in metri cubi all'ora.

La potenza termica, che viene chiamata anche portata termica, si misura in kW e dipende dalle apparecchiature presenti che utilizzano il gas: caldaia, cucina a gas...

Riportiamo di seguito alcune delle classi utilizzate: 

 

CLASSE Portata min

m³/h

Portata nominale

m³/h

Portata max

m³/h

Potenza termica

kW

Contatori per uso domestico
G4 (contatore domestico più diffuso) 0,04 4 6 38
G6 0,06 6 10 58
G10 (contatore per uso condominio) 0,1 10 16 96
Contatori impiegati per uso industriale (consumi elevati)
G16 0,16 16 25 154
G65 0,65 65 100 624
G100 1 100 160 960
G250 2,5 250 400 2400
G1000 10 1 000 1 600 9600
G6500 65 6 500 10 000 62400

I contatori domestici di gas naturale presenti nelle nostre case sono generalmente di classe G4, mentre quelli dei condomini sono in genere di classe G10 o superiori. Esistono anche altre classi oltre a quelle visionabili in tabella, per portate intermedie.

Nel 2013 è iniziata la sostituzione dei contatori meccanici del gas metano con i moderni apparecchi di tipo elettronico.

L'Autorità ARERA come da proprie competenze, ha stabilito le modalità e le tempistiche della sostituzione, obbligando tutti i distributori locali a sostituire gradualmente i contatori.

Ogni contatore trasmetterà i dati ad un centro operativo, collegato attraverso tecnologie wireless, ossia senza cavi.

Tale struttura preleverà le informazioni per poi trasmetterle periodicamente ai fornitori che emettono le fatture. Elenchiamo di seguito alcune informazioni pratiche che tutti dovrebbero sapere riguardo la sostituzione del contatore del gas.

  • L'operazione della sostituzione non prevede alcun costo per i clienti e dura circa due ore.
  • Non viene richiesto né denaro né la visione delle bollette del gas.
  • Il cliente deve essere informato della sostituzione.
  • L'appuntamento deve essere comunicato con almeno 10 giorni in anticipo.
    Il cliente può spostare l'appuntamento fissato.
  • La presenza del cliente o di un suo delegato è preferibile nonché obbligata se il contatore è dentro casa o all’interno della proprietà.
  • Il tecnico sarà riconoscibile grazie ad un tesserino della società di distribuzione locale.
  • Alla fine viene redatto un verbale, con riportato il consumo del contatore sostituito.

Al momento della sostituzione del contatore, potresti farti consegnare un documento con il valore dei metri cubi di consumo di gas, al fine di evitare eventuali problemi nella successiva fatturazione. Alcuni distributori rilasciano per prassi un documento che certifica il lavoro eseguito ed il consumo rilevato

Nei moderni contatori è presente un display elettronico simile a quello dei contatori dell'energia elettrica. Il display consente di visualizzare una serie di dati, che possono essere importanti, sia per sapere il proprio consumo, sia per effettuare operazioni come subentro, voltura...

Vi sono modelli che oltre ad indicare il codice PDR permettono di visualizzare uno storico del consumo di gas degli ultimi mesi. La principale differenza, nonché innovazione per i clienti finali è la lettura dei consumi a distanza da parte del distributore locale come avviene per i contatori di energia elettrica. Nel menu principale sono indicate generalmente diverse informazioni tra cui:

  • Il consumo di gas
  • Il codice PDR
  • Lo stato della valvola
  • La data della chiusura del periodo precedente
  • La portata massima
  • Eventuali problemi

Nell'immagine sottostante il display mostra lo stato della valvola che rileva il gas: aperta o chiusa. In condizioni normali di utilizzo la valvola è nello stato "aperto" e la sua chiusura può essere comandata anche a distanza.

Il display mostra lo stato della valvola del gas

Se senti un odore di gas per prima cosa, è consigliabile chiudere il rubinetto generale dell'impianto, per evitare una dispersione. Questo si può trovare in casa, vicino alla cucina a gas o in prossimità della caldaia. In alternativa è possibile chiudere il rubinetto situato proprio sul contatore del gas (a volte è presente solamente questo come unico rubinetto generale).

Successivamente dovrai contattare il servizio di pronto intervento del tuo distributore locale. 

A prescindere dal proprio fornitore di gas, sarà in ogni caso la stessa società di distribuzione che deve provvedere a risolvere un guasto sulla rete o sul contatore, ed il numero verde da chiamare per le emergenze o i guasti è sempre riportato in fattura.

Puoi anche contattare il distributore locale competente cercando lo stesso sul sito dell’Autorità.

Inizialmente bisogna sapere a chi è necessario rivolgersi per l’inoltro della richiesta per lo spostamento del contatore.

  • Contatore chiuso: il gas non è attivo, significa che non c'è alcun contratto in essere; in questo caso devi contattare il distributore locale tramite fax o email.
  • Contatore aperto: il gas è attivo ed in questo caso devi richiedere lo spostamento al tuo fornitore.

Una volta trasmessa la richiesta, verrai contattato per il sopralluogo effettuato da un tecnico del distributore per verificare la fattibilità dell'intervento. Successivamente riceverai un preventivo, con le disposizioni tecniche per i lavori da eseguire ed i costi a carico del cliente. Dopo l'accettazione del preventivo da parte del cliente, con il saldo dello stesso, verranno eseguiti i lavori.

Il costo dipende dai lavori necessari per lo spostamento e può variare anche di molto (generalmente da circa 150 € per lavori semplici fino a 1000 € e oltre in casi più complessi, in base alle opere da realizzare).

Il contatore del gas rimane nell'abitazione e non può essere trasferito in un'altra casa, in quanto ogni contatore è associato a una matricola, collegata ad un PDR (punto di riconsegna) che identifica un punto preciso in cui viene servito il gas. Pertanto nel caso in cui nella vecchia casa stia entrando un nuovo inquilino, questo dovrà necessariamente effettuare la voltura del contratto di gas con il tuo fornitore. Qualora la casa rimanesse sfitta, oppure in vendita, ti consigliamo di inviare la disdetta del contratto per chiudere il contatore del gas. Il nuovo proprietario successivamente dovrà chiedere un subentro (attivazione) ad un qualsiasi fornitore che opera nella zona.

Il discorso è analogo per la tua nuova casa, ossia se il contatore è attivo dovrai richiedere una voltura al fornitore del precedente inquilino. Successivamente, una volta che la bolletta è intestata a tuo nome, potrai cambiare fornitore, senza alcun costo e senza interruzioni nella fornitura. Qualora il contatore fosse chiuso dovrai invece procedere con un subentro (attivazione), scegliendo un qualsiasi fornitore che opera nella tua zona con la tariffa più conveniente e il servizio migliore. Il contatore del gas viene chiuso con un apposito sigillo, che può essere rimosso solo dal tecnico del distributore incaricato, che interverrà previa richiesta del tuo fornitore una volta stipulato un contratto.

 



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ERRECI s.r.l. si impegna nel continuo lavoro di aggiornamento dei contenuti di queste pagine. Peraltro si ricorda ai lettori che il contenuto esiste unicamente a scopo informativo e non ha natura di comunicazione ufficiale. Qualora uno qualsiasi dei testi, informazioni, dati pubblicati e collegamenti ad altri siti Web risultino errati, incompleti o non aggiornati ERRECI s.r.l. non sarà responsabile per errori o omissioni di alcun tipo o per qualsiasi danno diretto, indiretto o accidentale che possa derivare dall'accesso o dall'uso di informazioni pubblicate sul sito Web oppure dall'accesso o dall'uso di qualsiasi materiale trovato in altri siti Web. Per verifiche ed approfondimenti si rimanda al sito web dell'Autorità di regolazione http://www.arera.it.


Ottime notizie per chi vuole acquistare un nuovo impianto fotovoltaico o un sistema di accumulo: oggi il cliente finale può pagare solo il 50% del totale della fattura grazie alla cessione del credito introdotta dal decreto Crescita dello scorso giugno.



Come funziona?



Tutti i clienti residenziali che effettuano un intervento finalizzato al risparmio energetico come l’installazione del fotovoltaico o di un sistema di accumulo, possono pagare la metà dell’importo fatturato, cedendo il credito d’imposta direttamente ad ERRECI.
In questo modo chi realizza l’intervento non dovrà più aspettare 10 anni per recuperare il 50% delle spese sostenute tramite la detrazione fiscale, che resta un’opzione alternativa alla cessione del credito.



A livello burocratico, per formalizzare la scelta di cedere il credito, basterà semplicemente compilare un modulo predisposto dall’ Agenzia delle Entrate con alcune semplici informazioni come dati anagrafici, dati catastali e importi degli interventi effettuati.



Tempistica?



C’è tempo sino al 31 dicembre 2019 per beneficiare della cessione del credito su fotovoltaico e sistemi di accumulo nella misura del 50%.



ERRECI per l’indipendenza energetica con FREE ENERGY



Oltre all’incentivo fiscale della cessione del credito, chi installa il fotovoltaico o l’accumulo con ERRECI avrà diritto al bonus FREE ENERGY, ovvero uno sconto che andrà ad azzerare la spesa della bolletta dell’energia per un periodo di tempo dipendente dai consumi residui dopo l’entrata in funzione dell’impianto.



L’opportunità è davvero grande, ma non c’è tempo da perdere.
Se sei interessato ad un preventivo gratuito per il fotovoltaico o l’accumulo contattaci a 0331 341963 via mail a fotovoltaico@erreci.info.





Regione Lombardia ha approvato il nuovo bando sull’accumulo che prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto fino a 3.000 euro per l’acquisto di sistemi di accumulo connessi ad impianti fotovoltaici domestici di potenza inferiore a 20 kW.



Le domande potranno essere presentate dal 8 luglio 2019, a partire dalle ore 10.
Importante sottolineare che il bando è aperto anche a chi ha già installato un sistema di accumulo, il bando specifica infatti che potranno far richiesta “tutti i privati cittadini residenti in Lombardia che sono o saranno titolari di un sistema di accumulo dell’energia connesso un impianto fotovoltaico a partire dal 1 gennaio 2018 fino al 31 dicembre 2020”.



Contributo cumulabile con l’agevolazione fiscale del 50% e compatibile con Conto Energia
Nel testo del bando è specificato che il contributo può essere cumulabile con la detrazione fiscale del 50% sulla parte non coperta dal contributo regionale.



Inoltre, possono partecipare al bando anche i possessori di impianti domestici che beneficiano degli incentivi del Conto energia dal secondo al quinto. Restano dunque esclusi solo gli impianti del Primo Conto energia.



Spese ammissibili
Sono ammissibili le seguenti voci di spesa:



costo d’acquisto del sistema di accumulo e dell’eventuale contatore aggiuntivo per la misura dell’energia scambiata dal sistema di accumulo, se richiesto dalla norma CEI 0-21;
costo dell’installazione del sistema di accumulo e dell’eventuale contatore aggiuntivo;
IVA.
Come presentare la domanda
La domanda di contributo, corredata della documentazione richiesta e firmata digitalmente dal richiedente, deve essere presentata esclusivamente “online”, per mezzo della piattaforma “Bandi online.
I richiedenti potranno accedere al portale utilizzando la carta regionale dei servizi tramite smartcard, tramite SPID o infine tramite codici personali (username e password), vedasi punto C.2 del Bando.



Quando presentare la domanda
La procedura online per la richiesta di ammissione al Bando Lombardia prevede il seguente calendario:



Sistema d’accumulo già installato, definito di tipologia A: a partire dalle ore 10.00 di lunedì 8 luglio 2019 fino alle ore 12.00 di venerdì 6 settembre 2019; unica istruttoria.
Sistema d’accumulo da installare, definito tipologia B: a partire dalle ore 10.00 di lunedì 9 settembre 2019 fino alle ore 12.00 di giovedì 31 dicembre 2020, salvo esaurimento anticipato delle risorse; un’istruttoria di ammissione e una successiva fase di rendicontazione.
La domanda deve essere perfezionata con il pagamento dell’imposta di bollo di 16,00 euro.
Ulteriori dettagli sui contenuti del bando e sull’elenco completo della documentazione da presentare sul sito web della Regione Lombardia.



Per richiedere un preventivo per l’accumulo fotovoltaico o per avere maggiori informazioni, contattateci al 0331 341963 oppure fotovoltaico@erreci.info.





Il GSE ha prorogato i termini per l'attestazione della rinuncia al beneficio fiscale della c.d. “Tremonti Ambiente” al 31/12/2019.
Sono state quindi accolte le richieste delle principali Associazioni di categoria, le quali auspicano che grazie a questa proroga il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) e l’ Agenzia delle Entrate trovino una soluzione per chiarire definitivamente la questione.

Qui di seguito il link ufficiale al comunicato del GSE: https://www.gse.it/servizi-per-te/news/cumulabilita-conto-energia-e-tremonti-ambiente-proroga-del-termine-per-l-attestazione-della-rinuncia-al-beneficio-fiscale



Per maggiori informazioni potete contattare i nostri uffici al n. 0331 341963





Il disegno di legge di Bilancio 2019 segna la fine del SUPER AMMORTAMENTO del 130%, ovvero del beneficio fiscale che permette di dedurre il 30% in più del valore dei beni acquistati.
Le imprese interessate ad installare un nuovo impianto fotovoltaico per sfruttare questa agevolazione devono quindi effettuare l’investimento entro il 31 dicembre 2018.
Troppo poco tempo? C’è un’alternativa molto semplice che vi spiegheremo brevemente.
La normativa in vigore prevede infatti che la fine dei lavori e la consegna del bene soggetto all’agevolazione possa avvenire entro il 30 giugno 2019 se si rispettano le seguenti condizioni:




  • La conferma d’ordine venga formalizzata ed accettata entro il 31 dicembre 2018

  • L’impresa versi un acconto pari al 20% dell’investimento.



È indispensabile essere pronti a cogliere questa opportunità.
Tu lo sei? Contattaci quanto prima e ti offriremo:




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Lo facciamo per farti testare la nostra professionalità e darti l’opportunità di poter valutare correttamente le potenzialità del fotovoltaico.




In attesa della riunione cruciale prevista il 25 settembre 2018 tra il Ministero dello sviluppo economico e le Associazioni di settore, la nuova bozza del Decreto FER presenta sostanziali conferme ed alcune importanti novità rispetto al testo diffuso lo scorso mese di marzo.
Come nella prima bozza è stato mantenuto il target degli impianti incentivabili e la procedura di selezione tramite registri contingentati per gli impianti tra 20 kW e 1 MW. Invece per i progetti superiori ad 1 MW, l’accesso agli incentivi avverrà tramite procedure competitive di aste al ribasso.
Tra le novità, in primis è stato modificato il calendario e l’apertura de primo registro che riguarda il fotovoltaico è prevista per il 30 gennaio 2019, anziché il 30 novembre 2018.
Inoltre, per quanto riguarda il fotovoltaico, è stato incrementato il contingente di potenza incentivabile da 580 MW a 650 MW.
Infine, la novità più significativa è indubbiamente l’introduzione di un ulteriore premio economico per l’installazione di pannelli fotovoltaici in sostituzione delle coperture in amianto o eternit.
Ora non resta che attendere la versione definitiva del decreto, per chi fosse interessato è possibile scaricare il testo completo della nuova bozza cliccando qui.

Se sei interessato al fotovoltaico per la tua azienda è bene farsi trovare pronti in vista dell’apertura del primo registro, non esitare quindi a contattarci per avere maggiori dettagli: scrivici a fotovoltaico@erreci.info oppure contattaci al n. 0331-341963




Lo scorso 9 marzo il Ministero dello Sviluppo economico (MISE) ha diffuso la bozza del nuovo Decreto FER a sostegno della produzione di energia elettrica attraverso le fonti rinnovabili per il periodo 2018-2020.
Nel testo si legge che l’accesso agli incentivi avverrà previa partecipazione a gare pubbliche per la selezione dei progetti da iscrivere in appositi registri nei limiti di specifici contingenti di potenza. Più precisamente saranno incentivati:




  • impianti di nuova costruzione, integralmente ricostruiti e riattivativi, di potenza inferiore a 1 MW

  • impianti oggetto di un intervento di potenziamento, a condizione che la differenza tra il valore della potenza dopo l’intervento e quello della potenza prima dell’intervento sia inferiore a 1 MW

  • impianti oggetto di rifacimento di potenza inferiore a 1 MW



Per gli impianti di potenza superiore ad 1 MW è invece previsto l’accesso agli incentivi tramite procedure competitive di aste al ribasso.



Nel documento del MISE è inoltre specificato che verranno predisposti sette bandi a partire dal 30 novembre 2018.
Per il fotovoltaico in termini di potenza incentivabile si parla di 580 MW per l’iscrizione ai registri e 4.800 MW per le aste al ribasso.



Ora non resta che attendere la versione definitiva del decreto e l’ok finale dell’ Europa.



È possibile scaricare il testo completo della bozza pubblicata dal MISE cliccando qui.




Con la delibera 922/2017/R/eel, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha completato la riforma degli oneri di sistema per i clienti non domestici del settore elettrico.
Gli ex oneri di sistema A, UC, MCT, dal 1 gennaio 2018 tali sono stati ridenominati in:

  • Oneri ASOS (oneri relativi a sostegno rinnovabili e cogenerazione): applicati con corrispettivi distinti tra clienti non energivori e clienti energivori e sulla base delle differenti classi di agevolazione, ai sensi di quanto stabilito dal Decreto MISE 21 dicembre 2017 e dalla delibera ARERA 921/2017/R/eel.
  • Oneri ARIM (rimanenti oneri generali)
  • Componente UC3
  • Componente UC6

La delibera 922/2017 specifica inoltre che la ex componente AS a copertura del bonus sociale per i clienti domestici, dal 1 gennaio 2018 confluisce nella ARIM e viene applicata indistintamente a tutti i clienti, inclusi quelli aventi diritto al bonus sociale elettrico.
Questi ultimi saranno comunque ricompensati con un adeguamento in aumento del bonus ad essi riconosciuto.

La nuova struttura degli oneri di sistema avrà ricadute diverse a seconda della tipologia di utilizzo dell’energia, più precisamente:

  • Per i clienti domestici: gli oneri di sistema restano strutturalmente invariati rispetto al 2017, per effetto del differimento della Riforma stabilito con la Del. 867/2017.
  • Per i clienti non domestici: per gli oneri ASOS e ARIM è prevista una struttura trinomia con una quota fissa (in €/mese), una quota potenza (in €/kW/mese) e una quota energia (in €/MWh);

A livello di spesa, la nuova struttura tariffaria trinomia porta ad un incremento del peso delle quote fisse e della quota potenza ed una riduzione dell’incidenza dei corrispettivi variabili.
Ne consegue che gli utenti più penalizzati dalla riforma siano quelli con consumi bassi.

Per ulteriori informazioni, ERRECI resta a vostra disposizione al 0331-341963.




Con la delibera 655/2017/R/EEL, l’autorità AEEGSI ha specificato modalità e tempistiche per richiedere la riduzione degli oneri di sistema per l’energia consumata nell’ anno 2016.



In particolare, entro il 16 ottobre 2017 la Cassa per i servizi energetici e ambientali riaprirà il portale per permettere l’iscrizione alle imprese aventi diritto, ovvero le cosiddette Energivore.



Ricordiamo che per essere classificati Energivori, è necessario possedere le seguenti caratteristiche:




  • consumo di almeno 2.400.000 kWh/anno;

  • incidenza del costo energetico sul fatturato maggiore o uguale al 2%;

  • codice ATECO tra il 10.xxxxx e il 33.xxxxx per le aziende manifatturiere e tra 05.xxxxx e 09 per le attività estrattive.



Sottolineiamo il portale sarà attivo per 45 giorni dalla data di apertura per permettere agli aventi diritto di completare l’iscrizione.
Trattandosi di un’attività piuttosto complessa, ERRECI è a disposizione delle aziende in possesso delle sopra citate caratteristiche per affiancarle in questo iter.



Per maggiori informazioni, potete contattarci al numero 0331-341963.